Forze d’attrazione – Presentazione

marzo 13th, 2018 | by Davide Spinelli
Forze d’attrazione – Presentazione
Cultura

Ogni nuova rubrica che si rispetti ha bisogno essenzialmente di tre cose: un giornale su cui pubblicare; un titolo chiaro e sincero; un’idea solida e genuina. Il giornale ce l’abbiamo: Inchiostro. Gli altri due elementi saranno invece l’oggetto di discussione di questo breve articolo di presentazione. Cosicché – voi lettori – capiate da dove arriva questa rubrica, e dove – se possibile – desidererebbe condurvi.

L’idea originaria copia una traccia della colonna sonora di un film recente che ha riscosso (giustamente) un grandissimo successo. Si tratta della pellicola The Theory of Everything (La teoria del tutto in Italiano). Ebbene uno dei brani si intitola Forces of attraction. Ed ecco spiegato – in superficie – anche la ratio del nostro titolo.

Ma perché proprio questo nome?

Probabilmente, la prima cosa che la maggior parte di voi penserà dopo aver letto “Forze d’attrazione” si collegherà a qualche argomento di fisica. Spettacolare sbaglio. O meglio, il titolo senz’altro ha una connessione che concerne alla disposizione delle galassie nel nostro e negli altri universi, ma non vuole (ne vorrà) indicarvi qualche impervio sentiero di conoscenza che conduca alla scoperta di alcune remote forze dell’universo. Tutt’altro. Questo titolo ha sì un’armatura esternamente fisica – nel senso appena descritto – ma la sua natura interiore è assolutamente umana. Che è quello di cui la rubrica tratterà. Ma in quale senso?

Tra le prime forze d’attrazione che legano gli uomini senz’altro vi compare l’amicizia. Cardarelli, poeta laziale del novecento italiano, ne regala un’immagine struggente:

«Ci siamo sempre lasciati/ senza salutarci,/ con pentimenti e scuse da lontano./

Ci siam rispettati al passo/ bestie caute, cacciatori affamati,/ a sostenere faticosamente la nostra parte di estranei»

(Dalla raccolta “Poesie”, Vincenzo Cardarelli).

Tuttavia quanto vorremmo che si cogliesse dalle parole del poeta laziale è sopratutto la loro dimensione temporale, che è finanche la direzione in cui vorremmo fossero intese le forze d’attrazione di questa rubrica. Ma spieghiamoci ancora meglio.

All’interno di questa rubrica – concretamente – proveremo a raccontare le biografie di personaggi molto diversi fra loro. Scrittori, poeti, artisti, danzatori (per citarne alcuni) le cui vite sono state eclatantemente condizionate da eventi esterni – vere e proprie forme di forze d’attrazione. Storiche, sentimentali, razionali e irrazionali. E cercheremo di sottolinearne i percorsi attraverso cui hanno resistito, combattuto, fuggito o amato le rispettive forze.

Ma badate: non è del destino che ci interessa parlare. Il destino lo lasciamo alla fisica e alla poesia. Noi parleremo di quello che è accaduto. Anche e sopratutto per ricordare – a voi e noi – quanto sia centrale la variabile dell’imprevedibile. C’è chi si crede medico e si scopre scrittore. C’è chi lascia l’università e ne diventa professore. C’è chi si crede invincibile ed è costretto a scappare. Chi traccia una direzione e ne dimentica il perché.

Questi rappresentano solo alcuni degli esempi che vorremmo anzitutto ci aiutassero a raccontare sottovoce le nostre storie personali. Quelle segrete, che nascondiamo, e che invece determinano chi, in potenza, potremmo essere. Ed è principalmente a questo che vuole fare riferimento il nostro titolo. Ci sono delle forze d’attrazione che continueranno sempre a trascinare le nostre vite dalla loro parte. Ma per capirne l’essenza è necessario vederle. E quale miglior modo se non vederle propriamente applicate nelle storie del passato? «La vita è più che altro l’insieme di eventi profetici» (“L’uccello che girava le viti del mondo”, H. Murakami). E cosa c’è di più profetico del passato?

Qualcuno potrebbe assimilare questa rubrica ad un semplicistico inno passionale. “Seguite le vostre passioni!” – sembra cantare. Sarebbe riduttivo, ma ci andrebbe bene comunque. Non è qualcosa di così semplice visto quello che ci circonda.

Penna racconta che «La vita…  è ricordarsi di un risveglio» (dall’antologia Poeti italiani del novecento, a cura di Vincenzo Mengaldo, da Poesie, di Sandro Penna). Esattamente. C’è e ci sarà questo risveglio. Le forze d’attrazione ci guideranno nelle storie dei personaggi che conosceremo. E magari saranno proprio queste storie a risvegliare quello che ancora non abbiamo trovato. Oppure – quello che c’è già – brillerà sotto una luce diversa. E avrà una voglia insaziabile. Come per il bambino di Baudelaire: «Per il bambino innamorato delle mappe, e delle stampe/ l’universo è pari alla sua immensa voglia » (da I fiori del male, CXXVI Il viaggio, di C. Baudelaire).

 Buona lettura – per ogni articolo a venire.