Tempo di Libri 2018: Tempo di supereroi

marzo 12th, 2018 | by Giulia Balossino
Tempo di Libri 2018: Tempo di supereroi
Attualità

Immergersi nelle parole, scritte e ascoltate, lontane e vicine: è Tempo di libri.
Nel programma della fiera di venerdì 9 marzo leggo “Il superpotere della scrittura”, in sala Corriere, alle ore 15. Ospite è il Centro Formazione Supereroi, rappresentato da Edoardo Brugnatelli, fondatore dell’associazione, e da Carmen Covito, scrittrice e Formatrice dei Supereroi. L’incontro è condotto da Luisa Pronzato.
Lo spazio si riempie di sorrisi mentre il pubblico si siede, quattro ragazzi provano a leggere ad alta voce qualcosa accanto a me. Sono loro i protagonisti dell’incontro, allievi del Centro di Istruzione per l’Adulto e l’Adolescente A. Manzoni del Comune di Milano. Questa struttura si inserisce nel Progetto di contrasto alla dispersione scolastica e offre corsi diurni e serali per adolescenti e adulti che intendono recuperare anni di studio per il conseguimento del diploma.

Il CFS è un’associazione no profit di professionisti del mondo della scrittura, nata a Milano dall’iniziativa di Edoardo Brugnatelli e Giuseppe Strazzeri. Attraverso i canali di comunicazione creati dal Comune o su richiesta delle scuole stesse, offrono laboratori gratuiti il cui obiettivo è la creazione di un libro-raccolta dei lavori dei ragazzi. Tutti i membri sono volontari, da chi si occupa della logistica a chi gestisce direttamente i laboratori. I supereroi sono i ragazzi e il loro potere è la scrittura, l’uso della parola.Screenshot (59)
Edoardo Brugnatelli racconta di come è nata l’idea: il CFS si ispira al progetto 826 Valencia, creato dallo scrittore Dave Eggers nel 2002 a San Francisco. Imparare a usare la scrittura come forma di espressione di sé e di comunicazione, a coltivare la propria creatività, sono strumenti determinanti per la crescita personale dell’individuo. Il CFS si propone di accompagnare e affiancare gli insegnanti nel loro difficile compito. L’età dei ragazzi con cui si confrontano è quella della più facile chiusura nei confronti del mondo e degli adulti: studenti delle scuole medie inferiori e superiori. “Sembrano muri bianchi” dice Brugnatelli, impenetrabili. Ciò non significa che non abbiano nulla da dire o raccontare.

Carmen Covito spiega che le idee per i laboratori nascono dalla sensibilità e dalle scelte degli insegnanti e che per ogni classe è necessario adattarsi e modellare il proprio lavoro ogni volta in modo diverso. L’incontro si incrocia quindi con brevi letture dei ragazzi ospiti: si raccontano con sincerità e trasparenza, leggono le loro produzioni su alcuni dei temi dei laboratori cui hanno partecipato. Se arrivassero gli alieni e decidessero di distruggere la terra, cosa direste per convincerli a non farlo? Esiste Van Gogh, scrivono, esiste la generosità. “Il nostro mondo è diviso tra chi ha speranza e chi invece crede solo nel fallimento dei buoni di cuore […]. Gli uomini, poi, sono intelligenti, hanno inventato molte cose“. E ci legge di come sono nate le patatine fritte. A volte le idee scarseggiano: si ritorna al classico parla di te. La proposta si articola con la richiesta di scrivere la propria biografia di oggi e quella che si immaginano di avere tra dieci anni. Storie che sembrano sceneggiature di un film: parole che appesantiscono il cuore e sanno risollevarlo con una sola frase. Nello scrivere i giovani si accorgono delle meravigliose risorse che hanno e chi li ascolta si accorge della potenza di questo lavoro.

Brugnatelli ci dice che la cultura per lui deve essere inclusiva e la lettura deve nascere dalla passione e dal divertimento. La scrittura può essere una guida, perché significa esprimere se stessi e per esprimersi bisogna aprirsi. Soprattutto, per scrivere bisogna articolare ciò che si pensa, fare ordine nel proprio caos. Per l’adolescente è poi immediatamente percepita come un’attività, che inoltre lo fa sentire protagonista del proprio mondo. È un’apertura al mondo degli adulti e un’opportunità di integrazione autentica anche per chi non è di madrelingua italiana.
Per i ragazzi significa incontrare il mondo del lavoro da vicino, comprendere l’etica e la fatica di questo mestiere, ciò che sta dietro e intorno al magico mondo di un libro.