NBA: testa a testa per la conference

marzo 2nd, 2018 | by Peter Amighetti
NBA: testa a testa per la conference
Sport

Dopo un weekend dedicato agli scontri tra le stelle della pallacanestro mondiale, in cui il team LeBron ha trionfato all’ultimo possesso sul team Curry, Booker si è portato a casa il trofeo del 3-point-contest con la prestazione più alta nella storia della competizione (28 punti) e Mitchell ha “rubato” (così la pensano molti cestisti al momento) il podio dello Slam Dunk Contest con un’imitazione della schiacciata con cui Vince Carter vinse la medesima competizione nel 2000, alla fine della regular season manca veramente poco e il clima playoffs comincia già a farsi sentire, tra ritorni inaspettati e gli ultimi aggiustamenti ai roster.

Passiamo ora alle novità dell’ultima settimana.

La settimana di Philadelphia è sicuramente ottima e si chiude con 2 vittorie e altrettante sconfitte. Il primo match della settimana è quello contro i Bulls e i Sixers lo usano per scrivere a referto “6W consecutive”. Simmons gioca una partita perfetta e anche dalla lunetta (suo tallone d’Achille) sembra avere il ghiaccio nelle vene. Sposta così il suo massimo in carriera a 32 punti. A dargli man forte ci pensa Embiid con 30 punti e 13 rimbalzi. Ad Orlando infilano poi la settima vittoria in serie con un’ottima prestazione messa in campo da Belinelli (15 punti) che sembra trovarsi sempre più a suo agio nel gioco di Coach Brown. I primi minuti dal match sono confusionari su ambo i lati con difese svogliate e molte palle perse. Poi Embiid (28 punti) e Simmons decidono di cambiare marcia e con loro anche il resto dei Sixers, che già alla fine del primo quarto si prendono un piccolo vantaggio. La vera fuga parte nel secondo quarto e da lì in poi resta poco da fare ai Magic. La sconfitta contro i Wizards non è tutta colpa dei Sixers. Semplicemente Washington ora ha trovato ottimi giochi anche senza il trascinatore Wall e un’iniezione di fiducia gliela danno i Cavs che sono di un soffio davanti a loro. La sconfitta contro Miami, sì, lascia l’amaro in bocca, perché sostanzialmente Philadelphia guida per i primi tre quarti la partita, salvo poi mollare tutto, lasciarsi rimontare nel finale e perdere la partita. Il merito, va detto, va anche a un Wade che spolvera i suoi migliori trick.

Gli Warriors sigillano una settimana perfetta senza troppi problemi. Abbattono i Clippers grazie ad un Curry da 44 anche senza mettere troppa enfasi nella difesa (concedono ben 127 punti). Contro Okc mettono in campo la loro miglior pallacanestro e, dal terzo quarto, quando la fisicità di Westbrook e compagni non basta più, è lo small-ball di Golden State ad avere la meglio. Contro New York e Washington assistiamo a due partite fotocopia: una prima metà di gara senza spingere troppo sull’acceleratore, anche in difesa. Dall’intervallo lungo si ingrana la sesta e si porta a casa la vittoria.

Anche la settimana dei Rockets si chiude senza pecche. Contro Minnesota il Barba ne mette 31 a referto per siglare l’undicesima W consecutiva. Contro Denver è sempre il solito Harden che fa capolino oltre i 40 punti personali per la nona volta in stagione. È una vittoria sofferta, invece, quella contro Utah. Partita che vede contrapporsi due difese solidissime che tengono la partita a basso punteggio. L’eroe inaspettato che porta la partita sui binari dei Rockets negli ultimi minuti e Mbah a Moute che con 15 punti nel solo ultimo quarto contribuisce in gran parte alla W. Contro i Clippers invece non c’è mai partita. Houston prende subito vantaggio con un parziale di 17-0 nel primo quarto. Da lì in poi è tutta in discesa per il Barba e compagni.

Quando mancano ormai 12 “giornate” da disputare prima della fine della regular season, a contendersi il primato a Ovest troviamo virtualmente in parità Warriors e Rockets seguiti a distanza da Minnesota. Mentre ad Est, nella stessa situazione, troviamo Raptors e Celtics, distaccati di una sola vittoria.
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