Cosa (non) sappiamo dal primo teaser di “Venom”

febbraio 12th, 2018 | by Luca Carotenuto
Cosa (non) sappiamo dal primo teaser di “Venom”
Birdmen

In fondo non deve stupirci: quello di Tom Hardy con Venom è sempre stato un rapporto quantomeno conflittuale. Quando nel 2012 The Dark Knight Rises di Christopher Nolan arrivò nelle sale, Tom Hardy portò con sé un Bane convincente e intenso ma sprovvisto di Venom, ovvero di quella sostanza a base di steroidi che nei fumetti del Cavaliere Oscuro trasforma il luchador di Peña Duro in un temibile surrogato di Hulk. Battute trans-editoriali a parte bisogna riconoscere allo statuario attore britannico un’imponenza scenica e un talento attoriale fuori dal comune. Da Bronson (Nicolas Winding Refn, 2008) a Dunkirk (Christopher Nolan, 2017) passando per la televisione con il suo Taboo (Steven Knight, 2017), Tom Hardy è da sempre una garanzia di qualità. E come fan sia dell’attore ma ancora di più del personaggio che porterà in sala il prossimo ottobre, non potevo che gongolare sapendo di vedere un Eddie Brock con le fattezze di Tom Hardy. Ma il primo trailer rilasciato giovedì ci ha mostrato, a questo punto per la seconda volta, un Tom Hardy senza Venom e ha sollevato non poche questioni sulla effettiva qualità della pellicola. Dubbi e questioni che andrò a eviscerare come farebbe il “Protettore Letale” con le sue vittime:

  • Una certezza. Tom Hardy: perché diciamolo, sia che l’abbia accettato per i soldi, sia (e ritengo questo sia più plausibile) per la popolarità derivante dall’accostamento a un personaggio iconico, vedere Tom Hardy sul grande schermo è sempre un piacere. E il teaser non delude sotto questo aspetto, mostrandoci un Eddie Brock con il fisico e l’intensità emotiva del villain ragnesco che amiamo. È un confronto impari ma basta il teaser per farci dimenticare l’Eddie Brock di Topher Grace (Spider-Man 3 di Sam Raimi, 2007).

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  • Una speranza. Il rating: e per questo bisogna dire solo “grazie Deadpool”. Perché sia che amiate o odiate il cinecomic di Tim Miller con Ryan Reynolds, una cosa è certa: dal 2016 le case cinematografiche sono disposte a osare molto di più con i propri blockbuster. Sebbene il trailer non dia certezze al riguardo, le atmosfere cupe accennatevi e le speculazioni più o meno competenti di conoscitori esperti di cinema e fumetto, fanno ben sperare in un film dai contenuti maturi, dalla storia forte e dalla narrazione serrata.

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  • Un dubbio: dov’è Venom?: è presto detto. Venom è nei nostri cuori, nelle nostre menti e soprattutto nei nostri sogni da fan incalliti del fumetto psichedelico anni 90 di Todd McFarlane che molto prima di Robert Kirkman, ci aveva deliziato con cervelli mangiabili e mostri umanoidi. Ma un lettore di fumetti (così come un cinefilo incallito) è anche per definizione un consumatore visivo. Quindi chiederci dove sia Venom è una domanda più che legittima in un trailer tanto atteso. E non parlo (solo) dell’assenza del mostro (frustrante ma comprensibile) ma di un’assenza ancora più ingiustificata, quella del contesto. Quando si parla di Venom, nei fumetti Marvel, si parla di giornalismo, di corruzione, di psicosi e più importantemente del senso di ipertrofia della responsabilità supererogatoria che da sempre è il tratto distintivo del personaggio. In altre parole, se per Spider-Man “da un grande potere derivano grandi responsabilità” per Venom “da una grande responsabilità derivano grandi poteri”. La ricerca, talvolta maniacale della verità per il Brock giornalista è il carburante violento del Venom vigilante. Tutti aspetti questi che il trailer non accenna neanche minimamente.

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  • Una paura: l’assenza di Spidey: immaginate un Joker in un universo senza Batman, un Vegeta che non ha mai incontrato Goku, un Achille senza Ettore, un Fantozzi senza il megadirettore. Semplicemente non vanno, non funzionano, è innaturale. Da qualunque punto di vista lo si guardi o qualunque versione del personaggio si legga (le principali sono cinque) l’unica costante che conti è l’antagonismo eziopatogenetico con Spider-Man. Ambientare un film di Venom in un universo dove l’esistenza di Spider-Man è quantomeno dubbia è un torto inammissibile. L’unico modo per ovviare a una simile mancanza è sperare a maggior ragione in un film di qualità eccelsa. Ma ancora, per questo ci vorrebbe Spider-Man. Se le affermazioni di Jon Schnepp si riveleranno fondate o meno lo sapremo solo a Ottobre dato che neanche la Sony sembra volersi sbilanciare sulla questione.

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