Jimmy Damasi: un rock che “graffia” dolcemente

febbraio 6th, 2018 | by Raffaella Pasciutti
Jimmy Damasi: un rock che “graffia” dolcemente
Interviste

Quando si fa riferimento alla musica rock, è inevitabile pensare immediatamente a una corrente musicale caratterizzata dalla creazione di testi dai toni accesi e ribelli. E non si può di certo definire un’idea completamente sbagliata. Tuttavia c’è chi vede nel rock uno strumento per esprimere la propria sensibilità: Jimmy Damasi, cantante di origini bresciane, già noto e apprezzato nella sua zona, desidera estendere altrove la sua passione per la musica concretizzata nello scrivere e interpretare i suoi brani. Lo incontro in un locale cittadino e, fin da subito, mi dimostra una personalità spiccata e profonda. Non a caso, dopo le presentazioni iniziali, confida di essere nato come poeta e scrive da sé i suoi testi. Quando decide di misurarsi con il panorama musicale, all’età di quattordici anni, Jimmy passa attraverso numerose esperienze musicali, dall’heavy-metal al rock, con una parentesi legata ai ritmi psichedelici. Un artista che si definisce poliedrico, con una propensione a osservare e registrare tutto ciò che lo circonda: è da questa sua curiosità che nascono le riflessioni migliori alle quali, con l’aggiunta della musica, dà l’aspetto di canzoni. Accade proprio così quando scrive Salva. L’ispirazione gli arriva in una giornata qualunque trascorsa al bar del paese: il giovane incontra un’anziana signora con cui condivide la passione della scrittura in versi. Nel bel mezzo della conversazione si avvicinano alcuni passanti che, con toni ben poco gentili, domandano a Jimmy per quale motivo stia chiacchierando così a lungo con una “vecchia”, utilizzando il termine in senso dispregiativo per alludere allo spreco di tempo di un ragazzo che si sofferma a dialogare con chi appartiene a un’altra generazione e non può comprenderlo a fondo. In tutta risposta, il “rocker dall’animo dolce” sottolinea che, proprio grazie all’età avanzata di quella signora, i due possono discutere di tanti argomenti e in maniera approfondita e matura. Tornato a casa prende carta e penna per sfogare i suoi sentimenti nati dall’amaro scontro con la mentalità ottusa e retrograda di chi vive proprio nel suo stesso paese, e ne fa una canzone di successo.

Il cantante non perde mai occasione per dimostrare la sua sensibilità verso episodi della vita di tutti i giorni che riguardano soprattutto i deboli, i bambini e gli anziani. Un fatto di cronaca che l’ha colpito particolarmente, confessa, è l’omicidio della giovane Sarah Scazzi, r24796420_1656894571000025_4792103337751364126_naccontato nel brano L’anima e i diamanti. “Famiglie imparentate, con diversi problemi economici e relazionali han gettato le basi per ipocrisie e sotterfugi pagati amaramente dalla ragazzina. Dal freddo pozzo in cui il corpo inerme è stato gettato, l’anima pura di Sarah merita di raggiungere il Cielo, in tutta la libertà della sua giovane età, e di mantenere finalmente un sorriso sereno in eterno” , da questa sua riflessione scaturisce il significato della canzone.

Tra i numerosi testi che ha composto, Jimmy rivela quale sia quello che più lo ha colpito e lo fa emozionare ogni volta che si ritrova a interpretarlo: Disperato Nero. Il titolo non nasconde il sentimento provato dal cantante verso quelle persone che, ancora nel fiore dell’età con un futuro da costruire e talvolta a loro favore, cadono nel tunnel, senza facile ritorno, dell’eroina. L’ unica vera droga ammessa per Jimmy, è la libertà di essere se stessi: la musica stessa è l’urlo di chi vuole esprimersi in un modo particolare, attirando l’attenzione di tutte le fasce d’età. “Disperato Nero” è anche il titolo della sua prima raccolta di poesie scritte in epoca adolescenziale dopo aver letto Rimbaud e Baudelaire ed essersi appassionato alla loro poetica nutrita di mal de vivre. Dopo aver fondato il gruppo Maskara, nel 2007, affiancato dal chitarrista Alberto Ronchi, comincia ad esibirsi in varie città italiane per farsi conoscere. Il suo è un nome d’arte che non passa inosservato, così come il suo stile nel comporre e nel presentarsi, stravagante, ma anche diretto: lo stesso Mogol lo incoraggia, infatti il famoso “paroliere” è iscritto alla medesima etichetta discografica a Parma di Jimmy e i due si sono anche incontrati. Per Jimmy quel momento, avvenuto durante un tributo a Lucio Battisti è stato davvero emozionante e indimenticabile.

Queen, Cure, Afterhours, Marlene Kuntz e Baustelle, nonché il Vasco nazionalpopolare, rappresentano l’universo musicale che lo fa sognare. Tuttavia il cantante ricorda quanto sia fondamentale “staccare la spina” quando arriva l’ispirazione di scrivere, per non farsi influenzare da modelli altrui. Un vero artista deve sapersi contraddistinguere. Sostiene, ironizzando, che l’unica influenza esistente per lui è quella che lo blocca a letto con malesseri vari. Libertà, determinazione e originalità sono le tre parole-chiave che riassumono l’essenza di Jimmy il quale ora è in cerca di nuovi fan: sta crescendo professionalmente e si è già esibito anche durante eventi di carattere nazionale e per cause sociali, come quando la sua canzone Quasi in cielo, un inno contro i tragici incidenti stradali, ha ricevuto un premio direttamente da Regione Lombardia. Le parole, e i loro accostamenti, nascono spontanei: incantano chiunque legga i suoi brani.

Ora è disponibile il suo nuovo album Le situazioni di lui e lei, di cui tre canzoni sono state mixate nei celebri Abbey Studios di Londra,”il tempio dei produttori musicali”. Jimmy racconta l’esperienza londinese con una particolare luce negli occhi, derivante soprattutto dall’aver potuto respirare la stessa atmosfera degli storici gruppi che segue tutt’ora con passione.

Non resta dunque che allontanare per poco le preoccupazioni quotidiane e lasciarsi trasportare dalle sfumature rockeggianti che ci propone il cantante, fuse con una tenerezza infinita. Un modo per raccontare una realtà già cruda di suo, attraverso la musica, in un modo diverso: non ipocrita, ma più avvolgente, con la speranza che riaccende i cuori e la voglia di lottare per le ingiustizie. Accompagnato dal suo chitarrista e dalla sua manager, Moira Venturelli, Jimmy confida di essere entusiasta della calorosa accoglienza pavese, nonché degli angoli suggestivi che la città riesce a regalare a un visitatore attento. Un progetto nato mentre passeggiava per le antiche vie cittadine è di esibirsi in qualche locale o parco pavese. Nel frattempo, Jimmy cerca di diffondere il più possibile il suo talento, difficilmente nascondibile, ma che sprigiona energia sin dal primo ascolto.