Madonna: una lucky star “since 1983”

febbraio 5th, 2018 | by Raffaella Pasciutti
Madonna: una lucky star “since 1983”
Musica
 Nella storia della musica nazionale e internazionale si contano “meteore” di cui (non a caso vengono definite tali), si son perse le tracce, ma anche voci e personalità, destinate a diventare veri e propri miti. Ne è un esempio la cantante Madonna: dal 1983 “lancia” vere e proprie tendenze attraverso i suoi pezzi, facendo breccia nel maschilismo tipico dello show-business.
Fin dalla più tenera età rimane orfana di madre: circondata da soli uomini comprende quanto sia necessario imparare a sbrigarsela da sé per riuscire a emergere dalla sua monotona routine di periferia. Studia danza e, grazie alla bravura nonché alla bellezza, riesce ad entrare come ballerina e corista nello staff di Patrick Hernandez, noto come interprete della scatenante Born to be Alive.  
Presto diventa evidente che non solo ha una dote innata per il ballo, ma anche la sua voce ha qualcosa di speciale, che merita attenzione. Nel 1983 esce il suo primo album dal titolo immediato: “Madonna“, un turbine di stili dal latin-disco al funky. Il vero salto di qualità lo affronta l’anno successivo con l’album “Like a Virgin” con le sue canzoni accompagnate da videoclip indimenticabili: da neosposa, sulla gondola, a Venezia, all’imitazione della Diva per antonomasia, Marilyn Monroe. A fine decennio Madonna cambia look e diventa mora: si cala nel ruolo di Maria Maddalena nel brano “Like a Prayer” e, travolta dal ritmo rock-soul, canta e danza tra croci che prendono fuoco. Il videoclip viene accusato di “vilipendio alla religione” e, di conseguenza, la cantante verrà ampiamente criticata per quella performance. Tuttavia la scia del successo non l’abbandona.
In quel periodo molti pensavano che la fine degli irriverenti anni Ottanta avrebbe segnato anche la fine della sua carriera musicale. Evidentemente non tutti avevano compreso la sua tenacia e voglia di non arrendersi. Nei primi anni Novanta esplode la sua vera personalità tra ruoli da protagonista in film provocanti e interviste inedite. Parte dell’opinione pubblica non ama il personaggio che si sta costruendo: esagerata, arrogante e ben lontana dalla realtà,  non sempre così “luminosa” come i gioielli che indossa e le ville in cui abita. Ancora una volta non le importa essere fuori dagli schemi, non si nasconde dietro a falsi sorrisi; chi la segue le perdona qualche difetto. Non va scordato però che Madonna, nel frattempo, è anche diventata madre, naturale di Lourdes Maria e Rocco, e adottiva di quattro ragazzi provenienti dal Malawi, zona africana di cui la star è ambasciatrice.
In un percorso fatto di successi e scandali, la “regina” cresce interiormente e i suoi testi ne sono testimoni raccontando tante esperienze della sua vita, dal rapporto intricato col padre al divorzio con il primo marito, Sean Penn. Nella seconda metà degli anni ’90 la cantante continua a pubblicare album, ma il nuovo sound si allontana molto dal ritmo vorticoso a cui aveva abituato il proprio pubblico. La sua stravaganza conosce una pausa nel 2003, quando decide di avvicinarsi alla filosofia orientale della Kabbalah: un connubio tra il pensiero mistico e concetti legati al mondo della magia, permette di interpretare in un altro modo la realtà. Dall’ebraico “ricevere”, la disciplina si ispira al Testo biblico, ma lo rivisita in una chiave più attuale, affinché l’essere umano possa comprenderlo più facilmente. Madonna vuole ritrovare energia positiva intorno a sé: è sempre stata una donna forte, ma un momento di perdizione può accadere a chiunque. Questo nuovo percorso spirituale le ridà quell’energia positiva che le stava venendo a mancare.
Nel 2005 ritorna più frizzante che mai facendo scatenare i nuovi fan nelle discoteche con l’album “Confession on a dancefloor“: la regina della dance non dimostra assolutamente i suoi quasi cinquan’anni, ma non nasconde nemmeno quanti sacrifici fisici e morali si deve costantemente imporre per rimanere sempre sulla cresta dell’onda. Ispirato al ritmo che vent’anni fa l’ha resa celebre, propone in tal veste anche l’ultimo album del primo decennio del Duemila, “Hard Candy“. Mentre esce questo nuovo ventaglio di successi, la cantante deve fare i conti con le nuove giovani star emergenti e il rischio che possa essere accantonata in un angolo. Nessuna di queste, però, ha saputo reggerle la concorrenza: Madonna continua a parlare anche alle nuove generazioni.
Si arriva così al recente 2015, anno in cui la cantante interpreta un brano su misura per lei, il racconto di tutte le fasi della sua esistenza:”Rebel Heart“. La critica lo promuove a pieni voti e lo considera uno dei brani migliori che abbia mai cantato.
Un passo in particolare narra il ritrovamento del suo Io più autentico:

“Thought I belonged to a different tribe
Walking alone, never satisfied, satisfied
Tried to fit in but it wasn’t me
I said, ‘Oh no, I want more
That’s not what I’m looking for'”
Da adolescente aveva un carattere sopra le righe, non per far un torto a chi la circondasse, ma per sua natura; non chiedeva altro che esser apprezzata per come fosse realmente.
Madonna è consapevole che il suo successo, ormai maturato in più campi e in più occasioni, è frutto di una forte autodeterminazione che le impone di agire senza preoccuparsi molto dell’opinione altrui. Da sempre spregiudicata, ma sempre in perfetta sintonia con l’evolversi degli eventi, anzi addirittura spesso in anticipo su mode e nuove tendenze musicali. Essere fedeli a un Io soltanto equivale a spegnere la propria creatività, così, a trentacinque anni dal suo debutto in pubblico, non è immediato scovare le differenze tra la donna che è ora e la biondina, dal trucco pesante e dall’abbigliamento fatto di pizzi e merletti. Concerti in tutto il mondo, milioni di fans e ogni volta, sul palco, appare come una donna matura, ma con l’energia frizzante di una adolescente, dimostrata da una forma fisica smagliante. 
I biglietti venduti e gli applausi scroscianti tra una canzone e quella successiva sono le prove di quanto sia possibile concretizzare un sogno, se ci si crede veramente, anche quando, all’inizio del proprio percorso, l’obiettivo sembra quasi irraggiungibile.