Per i Lakers è “Ball is life”, gli Warriors tirano dritto

gennaio 19th, 2018 | by Peter Amighetti
Per i Lakers è “Ball is life”, gli Warriors tirano dritto
Sport

Bentornati al settimanale appuntamento con gli aggiornamenti dal massimo campionato di pallacanestro mondiale: l’Nba.

Nella settimana comprendente la festività americana del Martin Luther King Day, sentitissima dagli afroamericani, alcuni giocatori Nba sembrerebbero non aver ben percepito il messaggio di “non violenza” propagandato a lungo dal maggior promulgatore dei diritti per gli uomini e donne di colore, mostrando sul campo un atteggiamento decisamente poco sportivo e tantomeno etico: risse, pugni e flagrant foul (il corrispettivo americano del fallo antisportivo) sono stati all’ordine del giorno.

Sorvolando sull’atteggiamento aggressivo da parte di alcuni giocatori, passiamo a trattare le novità, gli sviluppi e i cambiamenti di classifica della Lega.

I Cleveland Cavaliers lasciano scoperto ancora una volta il loro tallone d’Achille: la mancanza di gioco di squadra nei periodi buio, ovvero le strisce di sconfitte consecutive.

Dopo il brutto scivolone contro Minnesota, infatti, i Cavs si fanno trovare impreparati anche dai Toronto Raptors che gli rifilano 34 punti di vantaggio nella seconda sconfitta consecutiva. Il livello difensivo della squadra con casa in Ohio si dimostra veramente basso e un Isaiah Thomas non ancora entrato nei ritmi di gioco aggiunge benzina sul fuoco.

Quando si trovano a fare i conti con i Pacers dell’Indiana, LeBron non veste più l’armatura da MVP imbattibile e i Cavaliers si lasciano morire nel finale, incassando la terza sconfitta.

Tocca poi affrontare la crème de la crème, gli Warriors. Non basta un LeBron a pieno regime (32 punti) per anche solo scalfire la miglior flotta cestistica del mondo e i Cavaliers sprofondano per la quarta volta consecutiva.

Parlando di Warriors non si può fare a meno di citare la loro settimana e, come sempre, i loro numeri strabilianti: affondano i Bucks anche senza Curry, grazie ai 26 di Durant e i 21 di Green. Contro i Raptors è una sfida al fulmicotone. Golden State parte molto bene, ma nel finale si perde e Toronto sfiora il miracolo rimontando 27 punti senza Lowry. Ma gli Warriors la sfangano anche questa volta negli ultimi minuti. Tocca poi ai sopracitati Cavs, polverizzati dai 32 di Durant e i 23 di Curry. Contro i Bulls, infine, Durant viene cambiato di ruolo e diventa comprimario degli Splash Brothers. Sono proprio loro, Curry e Thompson, a salire in cattedra rispettivamente con 30 e 38 punti per intascare la 14esima vittoria consecutiva tra le partite giocate lontano da San Francisco.

I Timberwolves, ancora indemoniati, si portano a casa le vittorie contro Knicks (nell’ultimo quarto grazie al grandissimo contributo della panchina) e Portland (24 punti di Butler e 22 di Teague). Devono poi mollare contro gli Orlando Magic, contro cui non bastano i 28 punti di Butler.

I Thunder si riprendono dal piccolo black-out intascando tre importanti vittorie consecutive: Contro Charlotte ci vuole il miglior Westbrook (25) per rimediare agli errori di Anthony. Contro i Kings però Melo si fa perdonare e ne insacca 20 con Westbrook ad un assist dalla tripla doppia. È una passeggiata di piacere quella che si ritrovano a fare affrontando i Lakers, tanto che i titolari sono a riposo in panchina, lasciando spazio alla second unit, nel quarto quarto. Anthony ne mette 27 e Westbrook 19.

Mentre i Pelicans gioiscono del grande ritorno di The Brow Anthony Davis (36 punti contro Portland, 48 con 17 rimbalzi contro i Knicks e 45 e 16 rimbalzi contro Boston. Tutte e tre vinte), il successo dei Lakers sembra indissolubilmente legato alla presenza sul campo di Lonzo Ball: battono gli Spurs grazie ad un Ingram da 26 punti e un Ball da 18. La sfangano anche contro i Mavs, sempre con Lonzo in campo, ma si lasciano sopraffare da Memphis e Okc mentre Ball è fermo ai box.

Bisogna immediatamente trovare una soluzione per questi Lakers che hanno intrapreso la pericolosa strada dei recenti Cleveland Cavaliers: dipendenza assoluta da un singolo giocatore (nel caso dei Cavs si tratta di LeBron). Questa strada porta a due opposti risultati: grandi vittorie, come i Lakers guidati da Kobe, o inesorabili sconfitte dovute alla mancanza del giocatore chiave.

Da non perdere:

Oklahoma City Thunder vs. Cleveland Cavaliers, sab. 20 gen., Sky Sport 2, 21:30.