Lorella Cuccarini: un marchio rosa dell’intrattenimento all’italiana

gennaio 7th, 2018 | by Raffaella Pasciutti
Lorella Cuccarini: un marchio rosa dell’intrattenimento all’italiana
Attualità

Uno dei volti femminili del mondo dello spettacolo più amati dagli italiani porta il nome di Lorella Cuccarini. Nata a Roma il 10 agosto 1965, inizia a frequentare un corso di danza all’età di 9 anni, presso la scuola di Enzo Paolo Turchi, dove già mostra una precoce predisposizione per la disciplina. Durante la fase adolescenziale, partecipa a diverse campagne pubblicitarie, nonché come ballerina ad alcuni programmi di Beppe Grillo e Pippo Franco. La sua formazione scolastica è incentrata sulle lingue straniere e ottiene infatti il diploma di accompagnatrice turistica. Il definitivo punto di svolta per la sua carriera è l’incontro con Pippo Baudo: corre l’anno 1985 e Lorella riceve dal “re dei presentatori” l’invito a condurre, come valletta, “Fantastico 6“, una delle trasmissioni più in voga del momento. Sin dalla sua prima apparizione, il pubblico nota quella che verrà definita la nuova stella del mondo dello spettacolo. Infatti la sua presenza viene confermata anche per l’edizione successiva, e non solo. Lorella rappresenta un modello per molte ragazze italiane: numerosi doti, popolarità ormai conclamata, forse personalità, ma sempre con i piedi per terra.

Dalle reti Rai passa a quelle Fininvest, accompagnata dal medesimo staff che, però, svolge il lavoro in tempi differenti: dalla conduzione in diretta si passa alle trasmissioni in differita. L’ artista, consapevole che la fama non è eterna, si dedica all’apprendimento di nuove discipline, tra cui canto, dizione e pianoforte. Ancora oggi il suo più grande successo musicale è senza dubbio la sigla di “Odiens“: “La notte vola“.

La sua prima conduzione televisiva vera e propria è quella del programma comico “Paperissima“, di Antonio Ricci, affiancata dal simpatico Marco Columbro. La coppia si rivela vincente raggiungendo circa 12 milioni di spettatori a serata. I primi anni Novanta vedono salire la sua fama alle stelle: in vesti di cantante, con la pubblicazione di “Voci“, album con oltre  100.000 copie vendute, e in quella di conduttrice, alle prese con la prima edizione di Buona Domenica, ricevendo i complimenti per l’elevata audience dal “padrone di casa”, Silvio Berlusconi. Le richieste per interviste, book fotografici e apparizioni nei più famosi talk show “piovono” su di lei, ormai contesa da un Paese intero.

Un altro momento saliente della sua carriera risale al 1997, dopo la sua prima gravidanza, quando decide di ampliare le proprie competenze avvicinandosi al teatro. Il suo primo ruolo, quello di Sandy, protagonista femminile di “Grease“, impegnata in due ore e mezzo di canti e balli, nonché tratti recitati, 120 repliche e un botteghino che ha riscosso oltre 21 miliardi delle vecchie lire. Con il sostegno del marito, nel 1994, crea il programma televisivo a scopo benefico “Trenta Ore per la Vita”, premiato poi con la consegna del Telegatto, nel 1999.

Sweet Charity” è il secondo successo a teatro, un’opera in cui interpreta la protagonista dall’animo dolce e sensuale, che ha voglia di amare, ma viene spesso delusa dagli uomini e dalle circostanze della vita.

Nel 2016 Lorella torna a recitare in un musical che la vede protagonista nel ruolo di donna malefica, Rapunzel: mora e maligna, si dimostra eccellente anche in questa sfumatura, ben diverse dalla dolcezza cui la Cuccarini aveva abituato il suo pubblico. L’anno in corso invece la vede protagonista nel musical ispirato all’opera lirica,Turandot, intitolato “La Regina di Ghiaccio” e diretto da Maurizio Colombi. Per la seconda volta, Lorella ha deciso di interpretare il ruolo di una potente malvagia. Senza pietà, il suo sguardo “strega” ogni uomo che lo incrocia e che, dopo quel fatale incontro, non potrà fare a meno di desiderare solo lei. Il cuore della regina, però, è vittima di unFotointervista62 spregevole incantesimo: per nulla facile da conquistare, la nobile ragazza non si innamora di alcun principe presentatosi a corte; l’unico uomo che avrà l’onore di stare al suo fianco sarà colui che si dimostrerà in grado di rispondere a tre indovinelli, tutt’altro che banali: basterà un solo errore per il malcapitato di turno che verrà decapitato. Il pubblico è coinvolto da numerosi effetti scenici, alcuni veramente curiosi, e grafica e musica rendono la cornice ancora più intima, ancora più fiabesca, catapultando tutti nella Cina dello storico impero. Il personaggio più buffo è il Saggio (un po’ confuso) di Pechino, che, con l’aiuto della giovane amica in grado di comunicare con la Luna, regala perle di saggezza adatte a ogni occasione senza far mancare le risate. Tutti gli aspetti della vita quotidiana sono presenti per ricordare che, nobili o no, tutti siamo esseri umani, con desideri e necessità da soddisfare. Padre e figlia bisticciano sulle scelte, in questo caso eccessivamente rigide, della seconda. E poi ancora: giunge il principe che può sembrare quello destinato ad aver la sua mano, seppur, a prima vista, possa risultare invadente. Il suo abbraccio furtivo, ma affettuoso, regala una sensazione di sicurezza a Turandot, sensazione che lei, dopo anni di solitudine forzata, non ricordava. Ispirata all’opera lirica di Giacomo Puccini, la trama è stata rivisitata, rendendola fruibile anche alle nuove generazioni, con un sound più pop e una crudeltà meno accentuata durante il primo atto, quando la regina si trova nello stadio più vendicativo. Il secondo atto raggiunge l’apice quando il fortunato principe che risolverà il fatidico terzo indovinello s’improvvisa tenore, intonando una meravigliosa Nessun Dorma, che lascerà chiunque sbalordito. Un susseguirsi incalzante di sorprese che renderà speciale il pomeriggio o la serata che si deciderà di dedicarvi, in compagnia di un insostituibile “marchio rosa” dell’ intrattenimento all’italiana.

E dopo aver dedicato una parentesi all’ultimo lavoro teatrale che la vede, come in ogni altra occasione, ineccepibile, non si  può non ammettere che Lorella, in qualsiasi veste, è la “beniamina” dei più piccoli e degli adulti, che, dopotutto, sono cresciuti con lei guardando a questo mito dello spettacolo come un vero e proprio modello e un’ispirazione da seguire.