Ticinum: Pavia in scatola

dicembre 19th, 2017 | by Jessica Vercesi
Ticinum: Pavia in scatola
Interviste

Cari lettori di Inchiostro, oggi intervisteremo uno dei sei ragazzi ideatori di Ticinum: un progetto davvero geniale. Fabio Lunghi ci racconterà come, dove e quando è nata questa bellissima idea… Non anticipo altro, buona lettura!

Ciao Fabio! Grazie per essere qui con noi oggi. Inizio con una domanda standard che ti avranno già fatto all’infinito: cos’è Ticinum?

Ticinum è un gioco in scatola semplice, per 2-6 giocatori, della durata giusta per una serata in compagnia. Si ispira a un classico del gioco da tavolo, ma lo rivisita introducendo meccanismi originali e riferimenti alle peculiarità di Pavia. I giocatori si muovono su un percorso a caselle tirando i dadi, possono acquistare terreni all’asta (le vie e le piazze più popolari della città) e aumentare il valore dei terreni costruendo case, chiese e torri.  Le carte PGT (piano di governo del territorio) modificano le caratteristiche dei quartieri a ogni partita e vengono rivelate poco a poco, generando suspance e divertimento. I terreni in proprio possesso permettono di guadagnare una tassa di transito quando gli avversari vi terminano il proprio movimento. Su alcune caselle si pescano “Eventi” che raccontano la vita della città e alcune curiosità storiche (anche in dialetto pavese!), mentre passando dall’Università si potranno conseguire delle Lauree, che forniranno poteri unici ai giocatori, in grado di cambiare le sorti della partita. Lo scopo del gioco è totalizzare il miglior punteggio, basato sul numero di proprietà, sugli edifici speciali acquistati, sulle lauree conseguite e su altre sfide, come la costruzione del maggior numero di torri.

Personalmente sono molto interessata a come nascono le idee, la vostra in particolare. Hai un aneddoto carino da raccontarci?

L’idea è nata da Stefano Barbera, che ha poi contattato subito Federico Salgaro, Fabio Lunghi, Stefano Achilli, Claudio Ghisoni e Alessandro La Malfa, così da formare un team che potesse mettere in piedi il progetto. Principalmente è l’unione di tre elementi che rende interessante l’idea: (i) un gioco da tavolo realizzato un anno prima da alcuni ragazzi di Torino, (ii) l’idea di veicolare con Ticinum un messaggio importante – STOP al gioco d’azzardo! – e (iii) la possibilità di promuovere il territorio in modo originale. Il progetto era una sfida importante, nessuno lo aveva mai fatto prima a Pavia: impossibile resistere!

Uno degli aspetti che più ammiro di questo gioco è il suo scopo principale: la lotta alla ludo dipendenza. Puoi dirci qualcosa sul rapporto di Ticinum con la ludopatia?

Ti posso dire che la ludopatia non si risolve con un gioco in scatola. Il problema è troppo profondo e diffuso, il vero punto di riferimento per questi problemi è presso la Casa del Giovane di Pavia dove ha sede l’associazione “NO SLOT“; inoltre, per risolvere il più possibile il problema sono convinto che siano necessarie scelte politiche forti. Però attraverso un gioco in scatola è possibile mandare un messaggio: STOP al gioco d’azzardo, vinci solo quando smetti! Un gioco in scatola è uno dei modi più sani di giocare, unisce allo stesso tavolo per qualche ora amici e parenti di ogni età ed è quindi un gioco trasversale. Pensiamo che Ticinum sia un ottimo contenitore per veicolare questo messaggio e diffonderlo per la città.

Secondo te perché Ticinum ha avuto un così grande impatto sui pavesi?

Il gioco ha avuto un grosso impatto perché racconta Pavia, e i pavesi amano la propria città. Ma anche migliaia di persone da tutta Italia hanno passato a Pavia i migliori anni per studio o lavoro. Il gioco può quindi diventare anche un modo per ricordare posti ed esperienze passate. Abbiamo spedito copie a Bologna, Roma, Lecce… il gioco come momento per ricordare le esperienze passate.

Purtroppo ora la vostra campagna è terminata quindi la mia domande è: come si può comprare adesso una copia del gioco?

Il gioco poteva essere prenotato online durante la campagna di crowdfunding che si è svolta a settembre, avevamo previsto anche delle copie extra, da vendere in tre negozi di Pavia, ma tutte le copie sono esaurite nelle prime 24 ore. In totale abbiamo stampato 1100 scatole, un numero considerevole per Pavia. Purtroppo per il momento non abbiamo altre copie.

Sul sito ho letto che durante la campagna ci sono stati dei momenti e degli eventi organizzati in cui eravate disponibili per l’incontro con il pubblico. Immagino che sia stata un’esperienza nuova per tutti. Com’è andata? Ti va di raccontarci qualche episodio?

Abbiamo presieduto circa 15 eventi in due mesi, non male direi! Si è trattato di eventi da piccoli a molto grandi, dagli incontri con associazioni alla Festa del Ticino. E poi tanti incontri anche personali. Non mi viene in mente qualche episodio specifico, ma ti posso dire che incontrare le persone è sempre un piacere e qualcosa impari sempre.

Sempre sul sito ho notato un particolare molto carino: nella pagina DONATORI ringraziate tutte le persone che hanno contribuito. Si vede chiaramente come tenete al progetto e alle persone che hanno reso possibile tutto questo.

Il progetto è fatto da persone, per persone. Ok, il prodotto finale deve essere buono, ma la parte più interessante è il processo, come fai le cose. Noi questo prodotto lo abbiamo fatto con le persone, non da soli.

Inizialmente vi eravate posti un obiettivo di 18.000 euro. Dopo un mese siete arrivati a quota 23.692 euro. Direi che l’avete superato di gran lunga! Cosa ne pensi di questo risultato?

È il 132% dell’obbiettivo, siamo contenti perché non era facile: una cosa relativamente nuova per Pavia, della durata di un solo mese, fra l’altro settembre, su un prodotto inesistente. Un bel segnale per questa città.

Avete progetti per il futuro?

Continueremo a fare il nostro lavoro (Ticinum è stato gestito nel tempo libero), qualche idea c’è, abbiamo diverse richieste di una nuova stampa di Ticinum, vedremo con i primi mesi del 2018.

L’ultima domanda, che è più una curiosità personale, e ti lascio andare: se dovessi giocare a una partita che pedina sceglieresti? E perché proprio quella?

La nebbia, perché è la pedina più assurda!