#PFF17 • Elene

dicembre 2nd, 2017 | by Lorenzo Botta Parandera
#PFF17 • Elene
Birdmen

Per quest’edizione, Birdmen è media-partner del Pentedattilo film Festival, il festival internazionale di cortometraggi che si svolge a Pentedattilo (Reggio Calabria) dal 7 all’11 dicembre. Ecco le nostre recensioni in anteprima. La Redazione, inoltre, assegnerà il Premio speciale Birdmen al miglior cortometraggio d’animazione e al miglior cortometraggio live action.

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Elene (2016), diretto dalla regista turca Sezen Kayhan, è un cortometraggio che può risultare spaesante agli occhi di uno spettatore impreparato. Nei suoi dodici minuti si propone di catturare incisivamente l’universo emotivo di una giovane immigrata georgiana che lavora illegalmente in una piantagione di tè in Turchia.

La vicenda si esaurisce in pochissimi passaggi narrativi, tant’è che alla fine si ha la sensazione che il corto sia come sospeso fra antefatti e accadimenti successivi ignoti. Elene, la protagonista, è appena sfiorata dalla regia della Kayhan, che indugia solo su alcuni particolari: molti primi piani, veramente intensi gli sguardi della ragazza (aiutata dai suoi espressivi occhi verdi). Tuttavia, ella non partecipa ai dialoghi, non vengono fornite spiegazioni chiare su chi sia o da dove provenga, si assiste semplicemente alla sua partecipazione passiva agli eventi che la investono. Narrativamente la scelta potrebbe essere davvero notevole e originale ma, mancando totalmente di contesto, la fruizione risulta essere ostica. Ciò che resta impresso è la sensazione di pesantezza nello sguardo di Elene, ma è una pesantezza priva di connotazioni determinanti. Gli altri personaggi, invece, raramente offrono sfumature degne di nota, a volte anche a causa della recitazione. Il ragazzo turco che segue la giovane georgiana e la sua compagna all’inizio della vicenda, ad esempio, offre una prestazione al di sotto delle aspettative, forse il picco qualitativamente negativo del corto della Kayhan.

2A livello tecnico, invece, è impossibile non riconoscere la qualità del prodotto. L’ambientazione è particolarmente suggestiva e rende molto gradevole agli occhi una buona parte dell’esperienza. La regia è abbastanza attenta e dà il giusto peso ai soggetti, raccontando le immagini in maniera appropriata. Sul piano formale, infatti, si deve dare merito a Sezen Kayhan per l’ottimo lavoro svolto.

In conclusione, quello che emerge dal corto è l’incapacità della regista di comunicare in maniera efficace e diretta con lo spettatore. Seppure la forma sia davvero di alto livello, il contenuto non riesce ad emergere, bloccato dalla mancanza di una contestualizzazione limpida. Il risultato è un cortometraggio che lascia una sensazione di smarrimento, forse ricercata dall’autrice, ma purtroppo non caratterizzata, che resta quindi meno stimolante ed eloquente rispetto alle sue possibilità.

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For this edition, Birdmen is the media-partner of the Pentedattilo film Festival, the international short-film festival that will take place in Pentedattilo (Reggio Calabria) from 7th to 11th of December. Here is a preview of our reviews. Furthermore, we will assign a special Birdmen award to the best animation short-film and to the best live action short-film.

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Elene (2016) is a short movie directed by the Turkish filmmaker Sezen Kayhan, that can be disorienting for an unprepared audience.Even tough it takes place in only twelve minutes, the short wants to catch the emotional universe of a young Georgian migrant who illegally works in a tea plantation in Turkey as impressively as it can.

The story runs out in few narrative passages, so that it seems like that the short is suspended between unknown antecedents and following events. Elene, the protagonist, is touched softly by Kayhan’s direction, who prefers to focus the attention on specific details, such as many extreme close-ups and the imagine of her eyes helped by the expressive green of them. However, she doesn’t partecipate to the dialogues and there are no piece of information about who she is or where she comes from, we can just witness her passive partecipation to the events. From a narrative point of view, the choice would be really outstanding but, considering there’s no background, the experience might be tricky. It seems like that it is important the heaviness of the Elene’s gaze, but the first one is without any crucial connotation.
On the other side the other characters don’t offer noteworthy characterizations, due sometimes to the acting; for example The Turkish guy, who follows the young Georgian and her friend at the beginning of the story, gives a performance under the expectations: so it might be the negative peak of the short.

On the technical level, instead, it is impossibile to not admit the quality of this product. The location is particuarly evocative and makes aestethically pleasent the most part of this experience. The direction takes enough care and gives the right weight to the subjects, telling the images in an appropriate way.
From the formal level, in facts, all the credits must be give to Sezen Kayhan for the excellent work done.

In conclusion, what comes up from this shortmovie is the inability of the director to communicate in a effective and direct way to the spectator. Although the form can be set on an high level, the content isn’t able to emerge due to the fact that there’s no clear context. The outcome is a shortmovie that gives a feeling of bewilderment, perhaps searched by the author but not characterized, so that it remains less inspiring and eloquent then its possibility.

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#PFF17