#PFF17 • Asylum Park

novembre 28th, 2017 | by Valerio Ciferri
#PFF17 • Asylum Park
Birdmen

Per quest’edizione, Birdmen è media-partner del Pentedattilo film Festival, il festival internazionale di cortometraggi che si svolge a Pentedattilo (Reggio Calabria) dal 7 all’11 dicembre. Ecco le nostre recensioni in anteprima. La Redazione, inoltre, assegnerà il Premio speciale Birdmen al miglior cortometraggio d’animazione e al miglior cortometraggio live action.

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In un parco nel centro di Berlino una ragazza indiana incontra un giovane immigrato del Gambia. L’intero cortometraggio di Shana Sharmu è costituito dalla lunga conversazione tra questi due personaggi che toccano due temi fortemente presenti nella nostra società: l’immigrazione e il rapporto tra certe culture e l’omosessualità.

I temi che la regista vuole affrontare sono molto interessanti e vanno a toccare argomenti più vicini alla sua realtà in India e nel resto del Mondo, però tecnicamente parlando la fissità della cinepresa, finalizzata ad amplificare l’importanza della conversazione, rischia di ingabbiare lo spettatore nel dialogo. La sceneggiatura risulta piuttosto ridondante, probabilmente è una scelta della regista indiana per focalizzarsi sull’argomento principale, cercando un realismo ingiustificato per la situazione che di suo è piuttosto inverosimile.Screenshot_20171127-190331La macchina da presa cerca di introdurre lo spettatore nell’ambiente, portandolo a stretto contatto con la protagonista del corto. Infatti l’altro personaggio viene sempre inquadrato di spalle, l’immagine si focalizza sulla ragazza indiana (Udita Bhargava) e sui problemi legati alla sua omosessualità, che non viene accettata dai suoi genitori e da parte della società indiana, e al suo stato di clandestina in Germania. L’attrice grazie alle sue capacità recitative riesce a trasmettere la drammaticità del suo personaggio, costretto ad una condizione di vita frustrante dalla quale sembra non esserci una via d’uscita, se non con la collaborazione tra popoli e culture diverse.

Screenshot_20171127-203530La regista ha utilizzato un unico scenario in cui ambientare la vicenda: il parco. Questo rifugio rappresenta una sorta di zona franca e diventa topos dell’incontro tra persone ai margini della società. Gli attori, anche se supportati da una sceneggiatura apparentemente semplicistica, rendono in modo estremamente realistico i loro personaggi. Lo si intravede molto nell’interpretazione dell’attore di colore: il linguaggio ricco di ripetizioni e la pronuncia piuttosto gutturale rappresentano molto bene il pidgin (variazione della lingua inglese che si mescola con lingue native) del Gambia.

Sebbene possa sembrare visivamente asfissiante, lo scopo della regista è proprio quello: costringere lo spettatore ad ascoltare intensamente la conversazione per non trascurare temi che la società ignora o minimizza. L’Asylum Park è un topos immaginario, perché oggi non esiste un luogo sicuro per quelle persone che non trovano un rifugio nel quale iniziare una nuova vita: la mancanza di diritti fondamentali è un problema reale, e Shanu Sharma porta questo messaggio con grande coraggio tramite il suo cortometraggio.

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For this edition, Birdmen is the media-partner of the Pentedattilo film Festival, the international short-film festival that will take place in Pentedattilo (Reggio Calabria) from 7th to 11th of December. Here is a preview of our reviews. Furthermore, we will assign a special Birdmen award to the best animation short-film and to the best live action short-film.

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Berlin, an indian girl meets into a park a young immigrant from Gambia. The entire Shana Sharmu’s short film is made by the long dialogue between these two characters who touch themes strongly present in our society: immigration and the relationship between different cultures and homosexuality.

The director has chosen interesting themes that belong to the indian and world’s reality, but, from a technical point of view, the fixed camera, which implifies the main point of the conversation, risks to cage the viewer into the dialogue. The screenplay is a bit redundant, it’s probably a choice by the Indian filmmaker to focus on the main topic, looking for an unjustified realism for the situation that is rather far-fetched.

The video camera tries to introduce the viewers into the scene, bringing it closer to the short’s main character. In fact, the other character is always framed by the shoulders, the shot focuses on the Indian girl (Udita Bhargava) and the problems related to his homosexuality, which is not accepted by his parents and part of the indian society, and his state of clandestinity in German. Thanks to her acting skills, the actress manages to convey the drama of her character, forced to a frustrating life’s condition, from which there seems to be no escape, except with the collaboration among different peoples and cultures.

The filmmaker used a single scenario in which to set the story: the park. This shelter represents a sort of free zone and becomes topos of the encounter between people on the margins of society. The actors, even if supported by an apparently simplistic script, make their characters extremely realistic. We can see it in the interpretation of the male actor: the language full of repetitions and the deep pronunciation represent very well the pidgin (variation of the English language that is mixed with native languages) of Gambia.

Although it may seem visually suffocating, the director’s purpose is precisely that: forcing the viewer to listen to the conversation not to neglect themes that the society ignores or minimizes. The Asylum Park is an imaginary topos, because today there isn’t a safe place for those people who do not find a refuge in which to start a new life: the lack of fundamental rights is a real issue, and Shanu Sharma brings this message with great courage through his short film.

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