Transessualità: un viaggio verso se stessi

novembre 25th, 2017 | by Irene Marchi
Transessualità: un viaggio verso se stessi
Attualità

«La mia morte deve significare qualcosa. La mia morte dev’essere contata tra quelle dei transessuali che si sono suicidati quest’anno. Voglio che qualcuno guardi a quel numero e dica “questa cosa è assurda”, e si occupi di sistemarla. Sistemate la società. Per favore».

Le ultime parole di Leelah (Joshua) Alcorn risuonano nel messaggio di addio pubblicato sul suo profilo di Tumblr. Leelah, morta il 28 dicembre 2014, è solo una delle tante, troppe vittime della transfobia. Vittime ricordate in occasione del TDoR (Transgender Day of Remembrance), che si celebra il 20 novembre.

Al fine di rendere loro omaggio, lo scorso 21 novembre, Arcigay Pavia “Coming-Aut” e UniversiGay hanno organizzato una serata a scopo divulgativo all’Università di Pavia su cosa significa essere transessuali: Porta a Porta. Mia figlia è trans. Come suggerisce il titolo, l’evento si è svolto seguendo il format del famoso talk show, in cui un irriverente Bruno Vespa, impersonato da Niccolò Angelini, ha posto domande e curiosità frequenti a ospiti di diverso genere: da una coppia di genitori a uno psichiatra, da un’attivista a un avvocato, comprendendo le testimonianze di chi ha vissuto quest’esperienza sulla propria pelle. Questi interventi mi hanno permesso di analizzare la triste vicenda di Leelah Alcorn con una consapevolezza maggiore.

La reazione dell’interessato/a

«Quando avevo 14 anni ho imparato cosa volesse dire la parola “transessuale” e ho pianto di gioia. Dopo dieci anni di confusione avevo finalmente capito chi ero». La testimonianza della transgender statunitense corrisponde al principio di autodeterminazione esposto dall’avvocato Gianmarco Negri, secondo cui l’autocomprensione di sé comporta la necessità che la rivelazione si mostri anche all’esterno, tramite il cambiamento di sesso e di nome. Ciò che si è prima e ciò che si diventerà sono due individui ben distinti, il punto di partenza e la destinazione di un viaggio.

La reazione degli altri

«L’ho detto subito a mia mamma e lei ha reagito molto negativamente, dicendomi che era una fase, che non sarei mai stato davvero una ragazza, che Dio non fa errori e che ero io a essere sbagliata». La reazione della madre è opposta rispetto a quella considerata giusta dai genitori Ileana e Cornelio Belloni: il primo sentimento di sgomento lascia posto alla paura. Paura di abbandonare il/la figlio/a, paura della cattiveria della gente, paura del futuro. È proprio dalla gente che prende spunto la riflessione di Cornelio: se le persone sono tutte uguali e allo stesso tempo diverse le une dalle altre, in che modo i transessuali si distinguono?

La transizione

«Quando avevo 16 anni mi sono resa conto che i miei genitori non mi avrebbero mai aiutata, e che avrei dovuto aspettare di compiere 18 anni per iniziare qualsiasi terapia e intervento di transizione, cosa che mi ha davvero spezzato il cuore. Più aspetti, più la transizione è difficile». In che cosa consiste la transizione? Il dottor Gabriele Colombini spiega che la terapia ormonale scelta corrisponde al genere psicologico scelto e i rischi sono tendenzialmente limitati. Gli interventi chirurgici sui genitali, invece, costituiscono un elemento di grave disparità: il loro prezzo si aggira fra i 10.000 e i 50.000 € e molti interventi non sono disponibili in Italia, piuttosto arretrata.

Come chiarisce l’avvocato Negri, è necessaria un’autorizzazione per gli interventi e la rettifica del nome. Questo doppio processo, che aveva una durata media di due anni, è stato recentemente ridotto a un massimo di 12 mesi, attraverso la proposta del procedimento unico, che permette la rettifica del nome senza sottoporsi agli interventi.

Leelah Alcorn chiedeva solo aiuto. Tutti hanno scambiato la sua rivelazione per dei capricci e hanno cercato di renderla “un normale ragazzo cristiano.” Quest’ansia di normalità, definita dall’attivista Antonia Monopoli tipica delle persone normaloidi, ha causato il suicidio di un ragazzo di 17 anni. L’ultimo segno della sua lotta per essere se stessa è la firma del messaggio:

(Leelah) Josh Alcorn”.