#PFF17 • Supot

novembre 25th, 2017 | by Chiara Turco
#PFF17 • Supot
Birdmen

Per quest’edizione, Birdmen è media-partner del Pentedattilo film Festival, il festival internazionale di cortometraggi che si svolge a Pentedattilo (Reggio Calabria) dal 7 all’11 dicembre. Ecco le nostre recensioni in anteprima. La Redazione, inoltre, assegnerà il Premio speciale Birdmen al miglior cortometraggio d’animazione e al miglior cortometraggio live action.

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Presentato in anteprima mondiale alla 21ª edizione del Busan International Film Festival, in Corea del Sud, il cortometraggio Supot (2016), firmato dal regista italoamericano Phil Giordano, rivolge l’attenzione alla pratica di rituali di circoncisione maschile sui bambini al raggiungimento dei 10 anni, diffusa in alcune aree delle Filippine, al fine di segnare il passaggio alla fase adulta.

Protagonista del microfilm è il giovanissimo Rene-Boy, pronto a catturare impavidamente perfino il ragno più grande per conquistare la fiducia dei genitori, ma reticente ad uniformarsi al compimento della consuetudine come il resto dei bambini della comunità, e, per questo motivo, bollato come «supot» (codardo, non-uomo) dal fratello indisponente Kinopy e dal padre Itoy – anche esecutore della cerimonia – amaramente deluso, in quanto genitore votato al rispetto dei canoni eteroimposti, di fronte alla riluttanza del figlio, vista come indice di immaturità.

Nonostante la sceneggiatura piuttosto essenziale suggerisca giusto gli strumenti sufficienti a far comprendere la portata formale della tradizione, colpisce la scelta vincente di mantenere uno sguardo oggettivo epurato da un facile relativismo culturale durante tutti i 12 minuti di durata del corto, riuscendo così a non tradire alcuna forma di giudizio manicheo sulla bontà socio-culturale delle motivazioni fatte assumere da questa etnia alla pratica ed alla concreta e spartana modalità dell’esecuzione della circoncisione.

#pff17

Lo spettatore viene lasciato libero di fornire la propria interpretazione di quanto visto, anche grazie ad un impianto stilistico che conferisce al cortometraggio un taglio a tratti documentaristico-didascalico, rafforzato anche dalla quasi totale assenza di elementi musicali extradiegetici e dalla forza della fotografia, capace di catturare ed al contempo esaltare al meglio il minimo dettaglio tanto della natura rigogliosa, quanto dell’espressione umana, suggerendo l’instaurazione di un legame empatico con il protagonista; pur tuttavia, non mancano inframmezzi di sospesa tensione, che seguono l’incedere degli eventi e che valorizzano la narrazione, apportando dinamicità e conducendo ad un finale che rimane coerente con il lato introspettivo del giovane protagonista filtrato dagli occhi dello spettatore, pur non sorprendendo e non sovvertendo l’ordine delle cose.

Ulteriore nota di merito è data dalla convincente interpretazione degli attori, su tutti quella del personaggio di Rene-Boy, portato in scena da Andre Fajarito, un bambino che vive, aldilà della finzione scenica, proprio in quella realtà, adatto con i suoi delicati tratti somatici a far trasparire tutta la tenerezza dell’infanzia, ma anche il coraggio di essere diverso, non importa se per capriccio del dolore, se per paura di crescere o per altra ragione.

Qui la scheda tecnica del cortometraggio.

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For this edition, Birdmen is the media-partner of the Pentedattilo film Festival, the international short-film festival that will take place in Pentedattilo (Reggio Calabria) from 7th to 11th of December. Here is a preview of our reviews. Furthermore, we will assign a special Birdmen award to the best animation short-film and to the best live action short-film.

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Premiered at the 21st edition of the Busan International Film Festival is South Korea, Supot (2016), a short-film directed by Italian-American author Philip Giordano, centers around the male circumcision rituals which in some areas of the Philippines are still performed on children aged 10 years, in order to mark their transition to adulthood.

The protagonist of the shortfilm is the young Rene-Boy, who’s ready to capture the biggest and the scariest spider to gain his parent’s trust, but, differently from the children of his community, is unwilling to conform himself to the habits of his ethnicity. For this reason he is branded as «supot» (i.e. a coward, not a man) by his unpleasant brother and his father, a man keenly devoted to ancient traditions and also the master of the circumcision ceremony, who is bitterly upset by Rene-Boy reluctance, considered as a sign of immaturity.

Thought the simple script gives only a hint at the importance of this tradition, what stands out is the choice of keeping an objective position and avoiding easy cultural relativism: infact, the whole short film never gives Manichean judgment on the sociocultural legitimacy of this ritual or its rough way of esecution.

Viewers are left free to give their own interpretation of what is shown, also thanks to a style that gives the work a documentary and didactic slant, further reinforced by the lack of an extradiegetic soundtrack and the power of a cinematography capable of capturing and emphasising the natural elements and facial expressions, therefore suggesting the establishment of an empathetic bond with the protagonist.

Nevertheless, there is a sense of suspense that accompanies the cours of the events and enhances the rhythm of the narration, leading to a unsurprising ending which however is coherent with the young protagonist’s introspective point of view filtered through the viewers’eyes. Ultimately, what deserves praise is the actors’ impressive performances, especially that of Rene-Boy, who is played by Andre Fajarito, a child who really lives in that reality and is particularly suitable to portray the tenderness typical of childhood, but also the courage to be different; either for fear of growing up or for any other reason.

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