#PFF17 • Silvia in the waves

novembre 25th, 2017 | by Chiara Turco
#PFF17 • Silvia in the waves
Birdmen

Per quest’edizione, Birdmen è media-partner del Pentedattilo film Festival, il festival internazionale di cortometraggi che si svolge a Pentedattilo (Reggio Calabria) dal 7 all’11 dicembre. Ecco le nostre recensioni in anteprima. La Redazione, inoltre, assegnerà il Premio speciale Birdmen al miglior cortometraggio d’animazione e al miglior cortometraggio live action.

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L’oro delle foglie in autunno e le riprese subacquee dal tono lirico incorniciano Silvia in The waves (2017), cortometraggio – presentato in anteprima mondiale durante lo scorso Festival International du Film Indépendant de Bordeaux – che sorprende positivamente, considerata la giovane età dell’esordiente regista messicana – ma canadese d’adozione – Giovana Olmos, classe 1995.

In 13 minuti netti, il microfilm dalla tematica queer scorre analizzando le dinamiche emotive legate all’elaborazione del lutto per la perdita di Jean, amato marito e padre di Mirelle e Noa, o meglio della perdita di Silvia, vera anima di Jean, sopita da troppo tempo e desiderosa di emergere, letteralmente, in seguito alla presa di coscienza della propria sessualità. Non si conoscono con certezza le concrete motivazioni che hanno spinto Jean/Silvia all’estremo gesto, pur essendo da rintracciare nella prevalenza, da sempre, della dimensione psichica su quella fisica unita all’impossibilità di essere compresi ed accettati: lo sguardo è puntato sull’impatto delle scelte di Jean sui propri cari, riuscendo nell’impresa di rifuggire da un approccio retorico per trattare in modo realistico la vicenda. L’ordinaria richiesta dell’impresario funebre di consegnare il vestiario per la tumulazione del defunto fa sorgere non poche domande. Qual è il modo corretto per ricordarlo? Esiste una scelta più giusta dell’altra?

#pff17Una sceneggiatura essenziale ma dinamica capace di trasmettere non solo attraverso i dialoghi, ma, soprattutto con silenzi e sguardi le opposte visioni del duo madre-figlio, si sposa con un comparto tecnico di notevole qualità che – nonostante un budget di produzione relativamente basso – rivela una padronanza della macchina da presa ed un fine gusto estetico, che si risolve sinergicamente in un sonoro naturalistico, in inquadrature attente a cogliere i dettagli ed armoniose scelte cromatiche che risaltano la caduca bellezza della stagione autunnale; ad impreziosire la narrazione si aggiungono finanche atmosfere oniriche che rappresentano al meglio il punto di congiuntura tra la morte e la rinascita, laddove il lago un momento prima letto di morte, si riscopre ventre materno per la nuova vita.

Il punto di forza del corto si rivela indubbiamente nell’interpretazione dei protagonisti, perfettamente in parte e magistralmente diretti, tanto da conferire profondità caratteriale riuscendo a far letteralmente percepire quali siano le emozioni e le sensazioni provate, dal dolore, all’astio, alla serenità.

In definitiva, Silvia in the waves si dimostra un lavoro significativamente maturo approcciando la questione gender in modo credibile, portando con tensione emotiva in alto il valore dell’intima libertà (ancorché forse prima del diritto) di essere se stessi aldilà di ogni pregiudizio sociale.

Qui la scheda tecnica del cortometraggio.

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For this edition, Birdmen is the media-partner of the Pentedattilo film Festival, the international short-film festival that will take place in Pentedattilo (Reggio Calabria) from 7th to 11th of December. Here is a preview of our reviews. Furthermore, we will assign a special Birdmen award to the best animation short-film and to the best live action short-film.

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The golden leaves of autumn and the lyrycal underwater shootings frame Silvia in the waves (2017), a short  film directed by debuting Mexican author Giovana Olmos and premiered during the last International Festival of Film Indépendant de Bordeaux -, which is surprising considered she is only 22. In 13 minutes, this queer-themed microfilm analyzes the emotional dynamic related to the mourning process for the death of Jean, beloved husband and brother of Mirelle and Noa, or rather for that Silvia, Jean’s true soul which has been chocked for too long and now is ready to literally to come to light, after the realisation of her sexuality. The concrete reason that has led Jean/Silvia to the extreme act are undefined, but can be traced back in the predominance of her psychic dimension over the physical one, together with the inability to be understood and accepted. The attention is focused on the impact of Jean’s choices on loved ones, avoiding a rhetorical approach. The undertaker’s simple request of delivering the deceased’s clothes for the burial rises some important questions: is there a right way to remember him/her? Which is the fairest choice?

The short film has an essential but dynamic script capable of conveying the opposite points of view of mother and son throught looks, dialogues, silences, combined with a technical work of remarkable quality that despite a quite low production budget, reveals a masterful use of the camera and a fine aesthetic taste, reflected in a naturalistic sound effect, in careful shots and harmonious chromatic choices which are perfect to highlight the fleeting beauty of autumn; moreover the dreamy atmospheres represents the bond between death and rebirth, and the lake turns from death-bed to a mother’s womb ready to welcome a new life.

The strong point of this short film is undoubtedly revealed in the protagonists’ interpretation, perfectly absorbed in their roles and masterly directed, with an emotional depth which conveys the exact feelings that are felt by them, such as pain, rancor and serenity. Ultimately, Silvia in the waves is a significantly mature work approaches gender issues in a credible way, also raising the value of the intimate freedom to be themselves beyond any social prejudice and law.

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