Tre|14: danza contemporanea al teatro del Quartiere Scala

novembre 18th, 2017 | by Brunella D'Andrea
Tre|14: danza contemporanea al teatro del Quartiere Scala
Birdmen

“Tre|14″, della Compagnia Déjà Donné, è uno spettacolo di danza contemporanea andato in scena al Teatro Volta sabato 18 novembre.

La sapiente organizzazione dell’associazione C.L.A.P.S.Spettacolodalvivo, la coreografia di Virginia Spallarossa, la regia Gilles Toutevoix e la partecipazione attiva di Chiara Burla, Andrea Rampazzo, Nicholas Guido, Alice Pelucchi, Francesca Roini e Mirko Ingrao hanno portato sul palco del teatro del Quartiere Scala “infinite coincidenze che generano infinite combinazioni”, nella ripetuta e mai casuale comparsa di una “circonferenza e del suo diametro”.

Si percepisce subito che la protagonista della messinscena è una triade: due uomini e una donna, gruppo armonico che tornerà ripetutamente e in maniera non casuale per tutto lo spettacolo e sarà di questo il pilastro e il filo conduttore. Siamo all’inizio: il primo dei tre porta in scena dei movimenti ripetuti che istintivamente lasciano pensare a un battito di un cuore, all’inizio di qualcosa. Coerentemente, in sottofondo, una musica che ricorda le lancette di un orologio. Arriva un secondo protagonista, che inizialmente fa dei movimenti complementari a quelli del primo, ma successivamente a questo si coordina. Ad un tratto giunge la donna: la triade è finalmente delineata all’interno di una speciale simmetria. I movimenti dei tre paiono mettere in scena le lancette di un orologio: l’immagine richiama sapientemente il suono in sottofondo. La triade si combina e ricombina, si inverte e torna come prima: c’è un’evoluzione.

Significativa è una delle scene più corali di tutta la coreografia: il gruppo di tutti i restanti, come un insieme magmatico di minatori, a luci spente, accende dei faretti fissi sulle fronti; ecco che per la prima volta è palpabile l’armonia del gruppo, capace di creare una suggestiva scenografia fatta di corpi in simmetria, come in ogni spettacolo di danza che si rispetti.

La triade che ritorna si alterna ad esibizioni a solo di corpi statuari, che anticipano un secondo elemento ricorrente, il cerchio, esemplificato da una ricorsa su una circonferenza, parallela a una camminata: si tratta il 3,14 a cui il titolo si riferisce.

Pian piano si capisce bene come la triade sia composta da un uomo dai tratti e dai movimenti più efebici, graziosi, scanditi e coordinati, da un altro uomo che rappresenta, come un sapiente contraltare, una maggiore inquietudine e getta lo spettatore davanti a movimenti più scattanti, flessibili e irruenti, e una donna, che appare quasi come il perno all’interno del gruppo del tre.

Conturbante la scena in cui, con in sottofondo la delicata musica di una chitarra sfiorata, si improvvisa sul palco quasi una rinascita, attraverso l’inaspettata delicatezza flessuosa del protagonista più “inquieto”, che sembra evocare con i gesti ameni elementi naturali quali il volo di una farfalla e lo scorrere di un ruscello.

È a questo punto che torna l’insieme magmatico del gruppo che, attraverso luci soffuse, crea un’atmosfera mortifera, quasi come si trattasse di un gruppo di spiriti accaniti sul protagonista più aggraziato, che, esplicitando un’evoluzione, perde invece la sua eleganza, in coerenza con il circostante sapore di morte.

Verso la fine ecco che l’amalgama, sotto luci diverse e in maniera cromaticamente armonica, torna prepotentemente sulla scena, questa volta danzando in piedi. Una musica rock si pone in contrapposizione con il precedente suono della delicata chitarra, fino a divenire un rumore sempre più psichedelico che unisce l’insieme sul finire di uno spettacolo decisamente travolgente.