Justice League è un replay

novembre 18th, 2017 | by Luca Carotenuto
Justice League è un replay
Birdmen

Allerta spoiler: se come il sottoscritto anche voi seguite più o meno regolarmente il genere dei cinecomics, allora Justice League è un film che avete già visto e tutto (e no, non sto parlando di Avengers); fine spoiler. Il confronto con l’omologo film corale del 2012 di Joss Whedon è certamente obbligatorio non solo per la vicinanza di tema e contenuto ma anche perché egli figura in questo film come secondo regista (sebbene sia accreditato solo come produttore). Il timore era quindi che si assistesse a una copia di Avengers da parte della DC/Warner Bros. A visione conclusa in sala devo delle scuse a me stesso perché quello che pensavo fosse un timore doveva essere in realtà una speranza. Justice League non è una brutta copia di Avengers ma solo una brutta copia di quanto già visto della DC al cinema (e non solo) dal 2013 ad oggi.

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Le vicende ripartono dalla conclusione di Batman v Superman dell’anno scorso. Superman è morto e sepolto, Batman si scopre buono e speranzoso e Wonder Woman combatte contro l’oscurantismo e la bigotteria (dico sul serio, non è una semplificazione). Tutto molto bello fino a quando alcuni malvagi produttori Warner Bros non scoprono in uno scantinato abbandonato degli studios, gli effetti speciali del Signore degli Anelli e le riprese vertiginose del terzo film de Lo Hobbit. Di fatto nulla che non si fosse già visto ora in Batman v Superman ora in Suicide Squad ma qui la Warner Bros ha deciso di fare le cose in grande e allora ecco che la Battaglia delle Cinque Armate si amalgama con con i razgul di Pelennor e la fotografia di Wonder Woman. Ne risulta un plot twist caotico, confuso e raffazzonato alla meglio (no anzi, alla peggio) che sostanzialmente ha a che fare con una rottura di scatole (anche qui sono serissimo), la loro fusione e la susseguente ri-rottura. Per chi non è a digiuno della letteratura originale sa bene che sto parlando delle famigerate “scatole-madri” kirbyane, le quali daranno vita anche a Cyborg. Ma la fretta con la quale la produzione ha legato questi elementi tra loro è innegabilmente imbarazzante. Persino Batman v Superman, ormai l’emblema dei cinecomics mal riusciti, si prendeva più tempo (anche troppo in quel caso) per accompagnare lo spettatore tra le pieghe delle vicende. Qui invece c’è solo la fretta di arrivare subito alla realtà della squadra unita. Ma quando ci arriviamo cominciano i problemi (altri).

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I personaggi già noti, Batman (Ben Affleck) e Wonder Woman (Gal Gadot) non bastano a rassicurare lo spettatore sulla buona riuscita del film. In particolare il primo è maldestramente incoerente con sé stesso mentre la seconda, pur rimanendo il personaggio meglio riuscito in assoluto del team, si limita a regalarci qualche momento di lucentezza e grazia senza mai condurre veramente il film in alto. Per quanto riguarda le nuove leve nell’ordine Flash (Ezra Miller), Cyborg (Ray Fisher) e Aquaman (Jason Momoa) mi limito a dire rispettivamente: fuori luogo il primo, convincente ma sprecato il secondo, fan-service per le ragazzine il terzo. Vorrei spendere qualche parola in più per Ciarán Hinds, del quale personalmente conserverò sempre un buon ricordo per il suo Giulio Cesare nella serie Roma, ma non l’ho visto per tutto il film. Il suo personaggio, il villain Steppenwolf, è un concentrato osceno di CGI e animazione da risultare fin da subito sgradevole agli occhi.

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Nelle sue parti migliori Justice League è un film già visto in parte nelle produzioni della rivale Marvel, in parte in quelle della DC; nelle sue parti peggiori pure ma montate male. Non me la prendo con Zack Snyder non tanto e non solo per il terribile lutto famigliare che l’ha colpito durante la realizzazione del film ma anche perché, proprio a causa del lutto, il suo tocco è qui inesistente. Si dica che quel che si vuole di Batman v Superman ma almeno quello risentiva, magari eccessivamente, del lirismo snyderiano. Questo invece è un film fatto da produttori che non vogliono e non sanno osare ma dormono sonni tranquilli sapendo che l’incasso al box-office li ripagherà del loro lavoro di collage. Unica ancora di salvezza? Due scene dopo i titoli di coda che forse a causa della bassa qualità del film, risollevano il morale del pubblico puntando al lato più genuinamente nerd. È in questo caso più che mai appropriato affermare che Justice League è un film bello quando finisce.