Pixel, la società come raster

novembre 3rd, 2017 | by Antonio Elio Caroli
Pixel, la società come raster
Attualità

Il numero zero di una rubrica è l’articolo che presenta e anticipa i temi che verranno trattati nelle successive puntate; di solito dice tutto o niente. Certamente io non sarò l’eccezione alla regola, quindi ve ne parlerò per spiegarvi quali obbiettivi si pone questo progetto e vi racconterò del “viaggio mentale” che ho fatto per concepirne il nome, sperando di non annoiarvi troppo.

Mi piacerebbe cominciare con il parlare di curiosità. Della mia curiosità, che è il motivo per cui ho deciso di iniziare questa rubrica, e soprattutto di cosa significa per me essere curiosi.

Ecco che per spiegare il concetto di curiosità, mi vengono in mente una serie di personaggi scomodi, a volte fastidiosi e senza dubbio stravaganti, che in qualche modo grazie alla loro sete di scoperta e sperimentazione, hanno fatto la storia. Come un certo Isaac Newton seduto all’ ombra di un albero, che dopo aver visto una mela cadere si “mangia” il cervello chiedendosi, perché?

E a proposito di mele, che dire di un uomo e una donna nudi di nome Adamo ed Eva, che certamente potrebbero occupare il loro tempo in modo molto più interessante e invece si domandano cosa succederà se mangeranno la mela che il Boss gli ha vietato di mangiare? Ma non voglio star qui a parlarvi di mele, piuttosto voglio convincervi che essere curiosi è positivo e se lo siete questa rubrica è fatta proprio per voi. Non badate a cosa si dice in giro sulla gente che si pone troppi perché.

Cercare il pelo nell’uovo, l’ago nel pagliaio, essere troppo scrupolosi…dicono sia inutile: meglio accettare le cose come stanno, senza porsi troppe domande, senza scavare troppo al di sotto della comoda e rassicurante “superficie” delle cose. Ma cosa si cela nei dettagli, dietro la realtà così come appare?

Il termine sostrato (anche substrato) dal latino substratus, indica uno strato che sta al di sotto di un altro superiore.  La voce è impiegata spesso in senso figurato per indicare fatti e condizioni che costituiscono un fondamento di altri fatti e, spesso, pur non manifestandosi direttamente, esercitano su di essi un influsso indiretto. In filosofia il termine usato per la prima volta da Aristotele viene adoperato per indicare la sostanza, per designare la vera realtà, l’essenza di tutte le cose.

Ma diciamoci la verità, se avessi intitolato questa rubrica “Sostrato”, quanti di voi l’avrebbero seguita? Sarebbe più appropriato trovare un nome moderno, del resto questa è una rubrica che parlerà di attualità; in particolare si occuperà di approfondire i fatti per portarne alla luce sfaccettature che consentano di averne una visione completa. Si proprio così, servirebbe un nome moderno, qualcosa come…PIXEL, che ne dite?

Il Pixel è la più piccola unità che compone una immagine raster digitale. Nelle immagini rappresentate da dati informatici, solitamente, i punti riprodotti sono così piccoli e numerosi da non essere distinguibili ad occhio nudo, apparendo fusi in un’unica immagine.

Ho scelto questo nome pensando anche alla Pixel Art, un movimento artistico nato negli anni ’80, sulle orme del puntinismo. La differenza sostanziale dalla tradizionale pittura è che invece del pennello si utilizzano il mouse e un software di grafica raster. È tipico degli artisti che seguono questa corrente, rappresentare città o persone in vesti stereotipate di personaggi che rigidamente si attengono al proprio schema di vita. Vediamo personaggi in giacca a cravatta abitare in piani lussuosi di palazzi altrettanto lussuosi nella stessa immagine in cui vediamo dei mendicanti chiedere l’elemosina per le strade. Questi artisti vogliono rappresentare la rigidità della società, e i precisi ruoli che quest’ultima impone, i meccanismi che in essa si nascondono e confondono dietro false apparenze.

Scovare nella moltitudine di eventi che ci circondano le informazioni che sfuggono, magari quelle che sembrano più scomode e fastidiose, cercare il dettaglio, quel pixel che sembra insignificante, ma senza il quale l’immagine non apparirebbe così come la vediamo. Ecco lo scopo di questa rubrica con la quale cercherò, nei limiti del possibile e delle mie capacità, di fornirvi il frutto della mia curiosità.