L’inganno: l’ospite inatteso di Sofia Coppola

settembre 24th, 2017 | by Chiara Turco
L’inganno: l’ospite inatteso di Sofia Coppola
Birdmen

Sofia Coppola, premiata come miglior regista al Festival di Cannes 2017, arriva nelle sale italiane con L’inganno, adattamento del romanzo A painted devil (Thomas Cullinan; 1966), già trasposto sul grande schermo ne La notte brava del soldato Jonathan (1971), di Don Siegel.

La sceneggiatura, sempre firmata dalla Coppola, seppur epurata da figure maschili e dal tabù più scabroso di un incesto – in nome di un modus fruendi più sicuro -, non va a stravolgere l’antefatto, che vede, nel profondo sud della Virginia nel pieno della guerra di secessione americana (1864), il caporale nordista John McBurney (Colin Farrell) rinvenuto ferito nel bosco da Amy (Oona Lawrence), giovane allieva della rigida scuola per signorine di Martha Farnsworth (Nicole Kidman) che, avvertendo un senso di pietà cristiana, decide di salvarlo e condurlo al sicuro nell’istituto, novità che desterà tensioni e pulsioni tra le sue abitanti, destabilizzando gli equilibri del gruppo.

elle fanning

Un horror? Un thriller? Forse più una commedia dalle tinte noir è l’ultima fatica della figlia d’arte, che, scegliendo di filtrare il racconto dal punto di vista delle donne di quel non luogo poco distante dalle cannonate della guerra, va a  realizzare una buona pellicola in termini qualitativi che, quanto meno, desta l’attenzione dei detrattori a partire dalla scelta del cast, dove insieme all’algida ed austera Kidman – accanto, come nell’atteso The killing of a sacreed deer di Yorgos Lanthimos, a Colin Farrell – troviamo l’apprezzata Elle Fanning e Kirsten Dunst, pupille della cineasta perfette nei loro ruoli.

Se siete alla ricerca di un approfondimento storico sulla guerra di secessione americana questo film non farà per voi: la vicenda storica si dissolve privilegiando la dimensione dei rapporti umani, dove il filo conduttore è il mutuo inganno del titolo dell’opera, o ancor meglio meglio i molteplici inganni che la permeano all’interno di una narrazione circolare e, dove il nemico non è quello che credevamo. È solo un uomo, ammaliante e stereotipato a dovere, che assume il ruolo di amico, oggetto del desiderio, occasione di libertà e finanche protettore, a seconda delle diverse figure femminili con cui si relaziona, abbozzate nel loro temperamento, incuriosite, civettuole, attratte dalla presenza proibita del convincente soldato Colin Farrell: ingannatore dove pensa di sfruttare false promesse, una buona sagacia e la sua consapevole avvenenza per assumere una posizione di controllo e per fuggire da una guerra in cui non crede, in quanto mercenario, ma, ingannato a sua volta dall’innocenza demoniaca di quel gruppo di donne alienate dal mondo esterno, sebbene non disposte a ribaltare i ruoli in quel piccolo frammento microcosmo in cui sono confinate.

Kirsten-dunst

Sofia Coppola non esce dalla comfort zone, non vuole puntare il dito né sulla vicenda storica – assunta a mero pretesto -, né su un certa retrospettiva femminista, costruendo un dramedy noir affascinante, nonostante un primo tempo fin troppo quieto ed un secondo dai ritmi decisamente più incalzanti.

L’estetica, ieratica e curata nel dettaglio, è il punto di forza del film, laddove tutto è in ordine tra pizzi e merletti bianchi ed inquadrature ripetute e – a tratti – ripetitive, seppur funzionali a conferire un senso claustrofobico. Viene a delinearsi così una pellicola che affascina, dove scenografia, fotografia (Philippe Le Sourd) e colore danno vita ad un dipinto ottocentesco dai toni pastello ma anche fosco e grottesco all’occorrenza, conducendo lo spettatore ad assumere un ruolo più voyerista che giudice rispetto la vicenda di quel quadro, portandolo a volere, alla fine – a causa del trailer, vi è da ammetterlo – una maggiore profondità. Con qualche riserva, ma promosso.

inganno

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