Angela Merkel: dopo di lei la tempesta.

settembre 20th, 2017 | by Andrea Moro
Angela Merkel: dopo di lei la tempesta.
Attualità

Il prossimo 24 settembre si terranno le elezioni politiche per il rinnovo del Bundestag, la camera federale rappresentativa tedesca.

Il 45% dei tedeschi è già convinto dell’esito finale delle consultazioni; con la probabilità di un’incredibile riconferma al governo per i cristiano-moderati di Angela Merkel; (sarebbe la quarta volta consecutiva e la prima nella storia della repubblica federale).

La Cancelliera, dopo aver sbaragliato i suoi concorrenti alle primarie interne al partito, guadagnando un sonante 89,5% di preferenze, si presenta come la donna forte, degna di fiducia. In tutti questi anni ha sconvolto il panorama politico tedesco ed europeo. Deve la sua popolarità al fortunato matrimonio con la CSU bavarese (Christlich Soziale Union), ma soprattutto alla sua capacità di “social-democratizzare” il proprio partito; di cannibalizzare l’elettorato di sinistra, tradizionalmente fedele all’SPD (Sozialdemokratische Partei Deutschlands); di andare oltre alla politica ideologica del proprio partito (tradizionalmente conservatore); interpretando ottimamente e adattandosi ogni volta alle esigenze che venivano presentandosi, e dando vita ad una coalizione di centro post-ideologica fortemente improntata in direzione del sociale; mentre in ambito europeo tracciava i lineamenti di uno stato sempre più protagonista e leader.plenum

In questi anni si è battuta fino a far approvare riforme che tradizionalmente sarebbero state di dominio del socialdemocratico: ha promosso e ottenuto l’uscita dal programma energetico basato sul nucleare (creando così, inevitabilmente, l’esigenza di una grande riforma energetica); ha sancito la fine della leva obbligatoria; ha finalmente introdotto una legge antistupro moderna; ha permesso l’istituzione di un salario minimo, da sempre cavallo di battaglia dei socialdemocratici; ha assunto posizioni di apertura circa l’immigrazione, favorendo specialmente quella qualificata; e infine, nel Giugno 2017, ha abilmente concesso piena libertà di coscienza ai parlamentari del proprio partito sul matrimonio egualitario. La legge è passata con 393 voti favorevoli, 226 voti contrari e solo 4 astenuti, ed è stata una sapiente mossa politica in vista delle prossime elezioni.

Al momento si profila una situazione per certi versi più incerta rispetto a 4 anni fa: il sodalizio con gli alleati bavaresi della CSU e Verdi potrebbe non bastare ad assicurare alla CDU (Christlich Demokratische Union) la maggioranza alla camera federale, nonostante essa stacchi di almeno 15 punti i rivali dell’SPD. Pertanto potrebbe innescarsi il valzer delle alleanze e delle grandi coalizioni (come nel 2005, al primo mandato di Merkel, con l’ex cancelliere socialdemocratico Schroder).

Quasi certamente, rivedremo in parlamento un partito di estrema destra, l’AfD- Alternative für Deutschland che alle scorse elezioni non aveva raggiunto la soglia minima di sbarramento del 5% (non capitava dalla fine della seconda guerra mondiale). L’AfD è un partito antieuropeista e antimmigrazione. Ha beneficiato dello spostamento a sinistra della CDU, la quale ha inevitabilmente lasciato spazio a destra, dove ha potuto attecchire sui sentimenti di rivalsa della piccola e frustrata classe operaia tedesca (la quale, per la gran parte si barcamena tra mini-jobs e sussidi di disoccupazione).

Considerato tutto ciò, in un’ottica di grande coalizione, sarebbe forse consigliabile per l’SPD accettare la cooperazione con i Cristiano-democratici. Abbiamo già appurato, infatti, negli ultimi mandati, la sua incapacità di opporsi alla maggioranza. Altri 4 anni all’opposizione, perlopiù con la compresenza dell’AfD, più irruento e prorompente nel modo di fare politica, non farebbero che offuscare ancor più la sua visibilità, già ai minimi storici.

IMG_1206Un’ultima analisi va fatta su Merkel, la quale si è rivelata essere l’unica grande statista, degna di questo nome, nella scena europea, da 10 anni a questa parte. Ha saputo reinventare la politica tedesca e reinventarsi. Un vero esempio per tutta la carente classe politica europea, deficitaria, soprattutto, di intuito e carisma, incapace di assicurare continuità ad un’idea politica, semplicemente per il fatto che un’idea politica, al momento, non c’è. Ora la più grande sfida del suo ultimo mandato, (se verrà rieletta), sarà quella di assicurare alla Germania, e all’Europa intera un degno successore, capace di raccogliere quel testimone così pesante, che Frau Merkel lascerà dopo 16 anni.