Game of Thrones: un episodio fiammeggiante

agosto 11th, 2017 | by Birdmen-online
Game of Thrones: un episodio fiammeggiante
Birdmen

di Gianluca Gioetti e Samuele Badino

Se i primi tre episodi di questa stagione di Game of Thrones erano stati criticati per una certa noncuranza e mancanza di budget, indubbiamente non si può dire lo stesso di Spoils of war, che fin da subito appare molto ben curato e girato in grande. Non si è badato affatto a spese in questa puntata, che sarebbe piaciuta molto a Michael Bay, si vocifera. “Dracarys”: la sintesi, in una parola, del quarto episodio.

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Le carovane di Jamie Lannister e Randyll Tarly, con  il bottino ottenuto ad Altogiardino, fanno ritorno verso Approdo del Re.

Nella capitale, la Regina è a colloquio con l’emissario della Banca di Ferro, che, a breve, vedrà pagato il debito; nella promessa di affari futuri il discorso cade sulla Compagnia Dorata, presumibilmente un’armata di mercenari, che la Regina intende ingaggiare per riprendersi qualcosa, magari Castel Granito.

Nel frattempo, Arya Stark torna a Grande Inverno, la piccola lupa, data per morta, riabbraccia la sorella, il loro dialogo  riempie la scena di quel tetro umorismo a cui ormai ci dobbiamo abituare; del resto, la bella Sansa ora ha con sé un fratello che par non essere più se stesso, un consigliere che è il più malfidato manipolatore dei Sette Regni, ed una sorella ormai esperta assassina. A proposito, ritorna in scena la famosa daga in acciaio valyriano, regalata da Baelish a Bran, che conosce tutta la storia del Lord della Valle. Ditocorto sembra camminare sul filo del rasoio; come può evolvere una situazione avente come protagonisti un grande bugiardo ed un “profeta” visionario?

A Roccia del Drago, invece, Jon mostra a Daenerys l’interno della cava di Vetro di Drago, ma non sono i bei cristalli a stupire, quanto piuttosto le pitture rupestri, un nuovo accenno alla mitologia di Westeros, ritraenti i Primi Uomini, i Figli della Foresta  ed i loro nemici: gli Estranei (tra gli estranei, è raffigurato il Re della Notte, che quindi potrebbe essere una specie di divinità immortale, o rimasta sopente per millenni). La Khaleesi, impressionata da Jon e dai disegni, è decisa ad appoggiare il Re del Nord, a patto che quest’ultimo le giuri fedeltà; il discorso rimanda parola per parola a quello che Jon fece a Mance Rayder. All’uscita dalla miniera, Daenerys viene informata dell’evolversi della guerra, e chiede consiglio proprio a Jon; un particolare importante: si sta creando molta sintonia tra il Ghiaccio ed il Fuoco.

Theon Greyjoy raggiunge la spiaggia dove incontra Jon, comprensibilmente furioso con lui per le sue gesta pre-evirazione. Il giovane Greyjoy vuole chiedere a Daenerys di aiutarlo a liberare la sorella. Nello scorso episodio non si è vista Yara nelle prigioni di Approdo del Re; la donna molto probabilmente è rinchiusa a Pyke, con Euron dedito a vendicarsi, così si spiegherebbe perché la capitale delle Isole di Ferro venga citata nella sigla, seppur non ci sia stata nessuna una scena girata lì; Daenerys si prenderà la rivincita su Euron direttamente a Pyke?

Quando arriva Theon, però, la Khaleesi non si trova alla sua roccaforte, la scena torna al convoglio iniziale con i Dothraki, simili ai Mongoli di Gengis Khan, che attaccano accompagnati dal ruggito, non del leone di casa Lannister, ma di Drogon, che, cavalcato dalla giovane Targaryen, incendia le file nemiche. Bronn con lo scorpione, l’arma ideata da Qyburn, ferisce la bestia, ma non riesce ad ucciderla, e la balista  viene distrutta. Tornato a terra, Drogon viene soccorso da Daenerys; Jamie, non troppo lontano da lei, parte alla carica con una lancia, sotto gli occhi preoccupati di Tyrion, non completamente distaccato dalla “sua gente”. Il drago reagisce, ma Bronn salva all’ultimo Jamie, che cade nel lago adiacente. Lo Sterminatore di Re sprofonda nelle acque; nella prossima puntata scopriremo le sorti sue e del suo salvatore.

Una conclusione di episodio bollente, una puntata infuocata: Dracarys”, per l’appunto.