Rivoluzione Facebook – da fine estate sfiderà Netflix

luglio 7th, 2017 | by Carlo Maria Rabai
Rivoluzione Facebook – da fine estate sfiderà Netflix
Birdmen

Dopo Netflix, Amazon, Google ed Apple, è Facebook a fare il suo ingresso nel mondo dei contenuti originali: entro fine estate Zuckerbeg avvierà una programmazione prodotta direttamente dal colosso di Palo Alto, puntando su serie e show adatti ad un pubblico tra i 13 e i 34 anni, con attenzione particolare alla fascia 17-30 anni.

Il social è pronto a trasformarsi in una vera emittente televisiva ad ampio spettro. Il «Wall Street Journal», infatti, ha fatto trapelare la volontà dell’imprenditore statunitense di puntare su contenuti altamente “sicuri”, ovvero privi di linguaggio sconveniente, nudità, orientamento politico e simili a serie popolari come Scandal, a reality come il fortunato The Bachelor (in Italia nel 2003, col titolo L’uomo dei sogni, condotto da Cristina Parodi) e, in generale, alle sitcom più disimpegnate. Un orientamento, questo, che vedrà Facebook competere con le maggiori emittenti mondiali, puntando da subito a produrre serie ad alto budget e di durata consistente (si dice che, entro fine estate, possano già uscire i primi episodi di un’imprecisabile serie con budget fissato a 3 milioni di dollari a puntata e una durata di 30 minuti).

Le grandi manovre californiane non finiscono qui, perché non saranno solo gli show di media e lunga durata a cambiare il volto di Facebook, ma anche i contenuti più brevi, in particolare programmi attorno ai quali possa nascere una comunità, soprattutto nel campo dello sport, della commedia, dei reality e del gaming. E se, per ora, questi contenuti di breve durata sono finanziati direttamente da Palo Alto, presto sarà possibile autofinanziarsi tramite Ad Break, acquisendo maggiore autonomia creativa e dividendo i ricavi direttamente con la società californiana. Un affare accessibile a tutti i creativi, dunque, in una strategia di apertura che potrebbe collocare Facebook tra Netflix e Youtube, con la maggiore qualità del primo e l’elasticità del secondo.

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Ma quale sarà, dunque, la programmazione? Le poche notizie certe sono il debutto della serie Strangers, prodotta da Refinery29 e Beachside Productions, che ha esordito in gennaio al Sundance Film Festival e che si annuncia uno show tutto al femminile, con una protagonista che si troverà costretta ad aprire casa sua ad ospiti sconosciuti (i famosi strangers) per riuscire a pagarsi l’affitto. Un’esperienza che le farà conoscere molta gente, ma soprattutto se stessa (nonché i costi per il servizio di Airbnb).

Un’altra serie confermata è Loosely Exactly Nicole, un comedy mai giunto in Italia e recuperato da Facebook dopo che Viacom l’aveva cancellato nel giro di una stagione: il social è disposto a questa scommessa, staremo a vedere. Poco si sa di preciso, invece, sull’ultimo show di cui abbiamo notizia, Last State Standing, se non che sarà un reality basato sulla competizione (non a caso i produttori sono gli stessi di American Ninja Warrior).

Data la sua forza economica schiacciante, in definitiva, Facebook punta da subito su produzioni costose e capaci di assicurare un impatto forte sul mercato, senza dimenticarsi di lavorare sul futuro e sugli utenti. Le produzioni grassroots, dal basso, saranno forse la vera linfa di questa operazione, riuscendo a dare un’impronta particolare e partecipativa a un investimento con cui Zuckerberg tenterà di consolidare il proprio potere nel mondo dei social e cominciare il suo nuovo sogno Hollywoodiano, diventando, sempre più, il nostro Grande Fratello. Quello di 1984, non il reality.