C’è o non c’è più religione, in UniPv?

marzo 31st, 2017 | by Federico Mario Galli
C’è o non c’è più religione, in UniPv?
Sondaggi

Con questo sondaggio non volevamo certo scoprire quanto gli studenti universitari in procinto di un esame interpellino le divinità più disparate.

Ci siamo chiesti quanto, nel 2017, la religione sia ancora rilevante o, addirittura, se sia ancora presente tra gli studenti che frequentano oggi l’Università degli Studi di Pavia, così, a campione, abbiamo effettuato questo sondaggio proprio per scoprirlo.
La prima domanda che ci è sorta spontanea e che abbiamo posto agli studenti intervistati è stata proprio se fossero credenti oppure no.
Domanda generica che ha avuto un curioso risultato, il 42,86 % degli intervistati ha risposto SI mentre il restante 57,14 % ha dichiarato di non essere credente in nessuna divinità o religione.
Domanda questa che porta immediatamente alla prossima, la pratica?
Del 42,86 % degli studenti credenti solo il 44,44 % ha dichiarato di essere credente e praticante.
Ma cosa rende una persona ”religiosa”?
Agli intervistati abbiamo chiesto proprio questo, secondo il 66,66 % la caratteristica preponderante è la fede, secondo il 23,82 % il credo e secondo il 9,52 % sono fede, credo e pratica a definire una persona “religiosa”.
Che si creda o meno, molte religioni al giorno d’oggi battezzano i bambini da piccoli, quindi in Università a Pavia qual è la religione prevalente?
Degli intervistati, anche stranieri, il 95,24 % è cattolico e di questi solo il 28,57 dichiara di dedicarvi del tempo.
Visto che si viene battezzati da bambini, secondo gli intervistati, si è religiosi per credo o per una ‘’imposizione’’ genitoriale?
Secondo l’ 80,95 % è merito dei genitori se si diventa parte di una certa comunità religiosa e si rimane al suo interno e solo il 19,05 % pensa sia un fattore di credo.
Alla fine del sondaggio abbiamo chiesto agli intervistati di rispondere liberamente su cosa li avesse avvicinati o cosa invece allontanati dalla vita religiosa.
Il dato davvero sorprendente è che in più casi le cause sono identiche ma giocano ruoli diversi, ad esempio: per il 19,05 % il comportamento del clero è la causa del loro allontanamento dalla vita parrocchiale, cosa che invece ha avvicinato il 23,81 % degli intervistati .
Oppure ad aver allontanato il 28,57 % degli intervistati sarebbero stati motivi personali come lutti, delusioni nella propria vita o la famiglia.
È evidente, quindi, che le cause che allontanano o avvicinano alla religione sono, per lo più, esperienze di vita personali, poiché solo il 14,28 % degli intervistati ha dichiarato di essersi allontanato o avvicinato per ragionamenti o proprie convinzioni.
Questo ci porta a ragionare inevitabilmente sulle responsabilità che la Chiesa o i genitori giocano sull’aspetto del credo e della continuità nei confronti dei giovani.

Per quanto la religione non sia cambiata, nel tempo, siamo di fronte ad un enorme mutamento invece nella sua concezione secondo i giovani nel 2017.
Il ruolo chiave che ricopriva un tempo è mutato drasticamente per quale motivo?
Maturità?
Abitudini ?
Convinzioni?

A voi le ipotesi, a noi i sondaggi.