Split – Un thriller dalle 23 facce

gennaio 31st, 2017 | by Chiara Turco
Split – Un thriller dalle 23 facce
Birdmen

Salutato dalla critica come il ritorno agli “antichi” fasti del regista M. Night Shyamalan (Il sesto senso, Unbreakable, The visit), dal 26 gennaio nelle sale cinematografiche troviamo Split.

Shyamalan, che qui è anche in veste di sceneggiatore e produttore, costruisce la trama prendendo le mosse dalla vera storia di Billy Milligan, criminale statunitense affetto da disturbi dissociativi d’identità (DID) che verso la fine degli settanta rapì e violentò tre studentesse, per poi essere prosciolto per infermità mentale. Nonostante ciò, il film non vuole essere la ricostruzione del caso giudiziario, intento che potrebbe essere invece raggiunto da The crowded room, progetto cinematografico per ora accantonato che dovrebbe vedere sia come produttore che come attore Leonardo DiCaprio.

In Split il protagonista è Kevin Wendell Crumbm (James McAvoy), vittima di abusi da parte della madre da bambino e cresciuto sviluppando un disturbo dissociativo dell’identità che lo porta ad avere dentro di sé 23 personalità differenti. A tenere sotto controllo la situazione clinica e psichica di Kevin è la dottoressa Karen Fletcher (Betty Buckley) ma tutto cambia quando una ventiquattresima bestiale personalità minaccia di emergere: tre adolescenti vengono rapite e segregate in uno scantinato da “Dennis”, una delle molteplici personalità di Kevin, in vista di uno scopo più grande: essere portate in sacrificio proprio alla “Bestia”. Una delle tre ragazze, Casey (Anya Taylor-Joy, già protagonista di Morgan e The VVitch), nasconde un oscuro passato che ci viene rivelato attraverso dei flashback, cosa che la porterà a contrapporsi, prima, e, in seguito, ad accostarsi a Kevin.

Split, uscito in contemporanea a  La la land – e non per questo da sottovalutare (è primo al botteghino USA e terzo in Italia) -, vede tutt’altre atmosfere, tanto che, se lo si vuole inquadrare in una delle etichette di genere, si potrebbe parlare di un thriller con tratti horror. Convincente senza dubbio risulta la prova di James McAvoy che nel film vediamo interpretare alcune tra le personalità che compongono l’orda che domina Kevin: è il maniaco ossessivo compulsivo Dennis, è con gonna e tacchi Patricia, è l’eccentrico stilista Barry ma anche Edwig, il bambino che balla in modo bizzarro sulle note di Kanye West, e soprattutto è la Bestia. Come viene spiegato dalla dottoressa Fletcher – che sarà il punto di contatto tra noi e le vicende – ognuna di queste sfumature di Kevin è autonoma a tal punto da avere non solo un proprio carattere, ma anche una propria biologia: ci sono personalità affette da diabete, altre molto forti fisicamente e altre ancora molto deboli come Edwig. Se ciò è così nella realtà, non può essere che lodato il lavoro fatto da McAvoy per portare sullo schermo al meglio tutti i personaggi che abitano in Kevin: per ognuno di essi ci sono atteggiamenti, modi di muoversi differenti e in particolar modo in due parti della pellicola si può apprezzare come sia sufficiente una sola espressione per comprendere “chi stia parlando” in quel momento. Paradossale è che alla fine si conoscano tutte le sfaccettature di Kevin, ma forse poco lui stesso.

Split parte da un sequestro e del resto Shyamalan riesce bene a comunicare il senso di pericolo (l’inquadratura dall’alto sulle scale mentre Dennis sta per raggiungere le ragazze mentre cercano un modo per liberarsi è un sottile particolare) e di claustrofobia, facendo svolgere tutto il film in piccole squallide stanze con porte, chiavistelli, sbarre, e quando sembra esserci finalmente una via d’uscita in realtà non è altro che una beffa inquietante per le vittime e per chi guarda (si pensi solo alla scena del trailer in cui Edwig indica una finestra disegnata). Come detto poco sopra, a tratti potrebbe essere un potenziale horror per la violenza, sotto forma di abusi e per la morte che è presente come un’ombra nera su tutti i personaggi, ma ciò non deve fare diffidare chi non è amante del genere, perché più che essere esplicite certe situazioni rimangono sottintese ma disturbanti, pur mantenendo alta la tensione.

Ci sarà possibilità di redenzione per Casey e Kevin? Fine della storia o si lasciano presagire possibili sequel? Queste sono le domande che ci si chiede alla fine del film “uscendo” dallo scantinato con Casey e tornando alla realtà, complice il cameo di Bruce Willis che impersona un protagonista di un altro film dello stesso regista (Unbreakable).