Referendum: come voterà l’Università?

novembre 21st, 2016 | by Federico Mario Galli
Referendum: come voterà l’Università?
Sondaggi

La vignetta di Carlo Maria Rabai

Televisione, radio, giornali, Facebook, Twitter, Instagram, e, chi più ne ha, più ne metta: più ci si avvicina al voto e più si sente parlare del referendum costituzionale.

Noi di Inchiostro ci siamo chiesti come gli studenti e i professori dell’ UniPv vivano questo referendum che avrà il compito di riscrivere parte della nostra Costituzione.
Intanto, che il 4 dicembre 2016 si voterà ne sono tutti al corrente?
Certo che no, infatti l’ 86% degli intervistati era a conoscenza della data, mentre il restante 14% lo ha scoperto durante l’intervista per questo sondaggio.
Ma poco importa non sapere la data esatta a due settimane dal referendum, l’importante è conoscere il contenuto che si è chiamati, in questo caso, ad approvare, votare o abrogare. L’80% afferma di conoscere bene la modifica costituzionale in esame, mentre il 20% dichiara di non essersi ancora informato bene sulla natura della proposta del governo.
Ma il cardine preponderante della questione è quanti prenderanno parte alla votazione. Dalle percentuali del sondaggio, il 94% dei docenti e studenti intervistati ha dichiarato che il 4 dicembre si recherà alle urne per prendere parte al referendum costituzionale, solo il 6% degli intervistati ha dichiarato che non andrà a votare.
Ma come voteranno i sondaggiati?
Il 61% degli intervistati ha dichiarato la sua propensione e convinzione a votare No,  il 28,57% degli intervistati invece barrerà il Sì e il 10,43% è ancora indeciso sul proprio voto.
Ma con la campagna agguerrita che il Presidente del Consiglio ha fatto non si rischia un’eccessiva personificazione del nuovo disegno costituzionale? Abbiamo chiesto, allora, quanto conti o meno la figura del Presidente del Consiglio con la decisione di votare Sì o No. Il 71% degli intervistati dichiara fieramente di votare solo perché conscio e convinto dei contenuti, ma un 14 % ha dichiarato di votare solo per dissenso o assenso verso la figura del premier, il restante 15% per entrambe le ragioni.
Secondo voi è giusto o sbagliato? Cosa votiamo rappresenta una minima parte del processo referendario, ma un’ idea di quello che sarà il risultato, indipendentemente dal nostro voto, ognuno di noi se l’è fatta; quindi, secondo gli intervistati cosa voterà “l’Italia” al referendum del 4 dicembre? Il 74,29% degli intervistati è convinto che sarà il No a vincere sul Sì.

Staremo a vedere.

Intanto noi di Inchiostro speriamo che a prendere parte alla votazione sarà il 100% degli aventi diritto al voto, perché votare è l’unico mezzo che si ha per migliorare il nostro Paese, quindi non va sprecato.