#echoes: Sunny Day Real Estate

novembre 21st, 2016 | by Antony Bidzogo
#echoes: Sunny Day Real Estate
Musica

Quest’oggi non voglio come al solito fare introduzioni lunghe alla band e al disco che voglio consigliarvi. Credo sia una scelta azzeccata visto il gruppo di cui andrò a parlare oggi. Uno dei migliori esempi della scena alternative rock degli anni ’90 e che io amo alla follia. Sto parlando dei Sunny Day Real Estate.

Band nata dalla scena di Seattle, uno dei poli musicali più influenti, a cavallo tra la fine degli anni’80 e gli anni ’90, grazie anche all’opera dell’etichetta discografica indipendente Sub Pop. Una delle band della “seconda ondata” dell’emo, che niente ha a che vedere con l’immagine stereotipata che si può avere della musica emo, come eyeliner, trucchi strani e retoriche autolesioniste. Si tratta invece di una perfetta fusione di alternative, indie rock e appunto emo-punk, dove il cantato urlato fa da padrone, ma è sempre pronto a lasciare spazio a linee melodiche dolci che avvolgono, ma che sono pronte a lasciare spazio ad un nervosismo elettrico che scuote.
Una band che ha avuto una storia particolare, tra scioglimenti e reunion che si sono intervallate dal 1992 fino al 2011. Ma fortunatamente già con il primo disco, i ragazzi hanno impresso un segno netto nel mondo alternative. L’album in questione (ed è l’album di cui voglio parlarvi oggi) è Diary.

Diary, il nome può già darvi qualche suggerimento, può essere inteso come un quaderno, o più semplicemente un diario appunto, nel quale si possono ritrovare emozioni, pensieri, stati d’animo. Un disco che ha totalmente rivoluzionato il mondo della musica emo, e che ha reso questo genere conosciuto e affermato.
Il disco in questione si apre con l’energica Seven, nevrotica opening album dove la dinamica piano/forte  fa da padrona, ricordando un po’ Aneurysm dei Nirvana, in quanto a dinamica. Si continua con “In Circles“, pezzo caratterizzato da un cantato alternato tra melodico e quasi urlato, un pezzo struggente tra i migliori del disco. Si continua con “A Song About An Angel”, con un intro da brividi, arpeggi delicati intrecciati a riff affilati come lame. Le tracce scorrono e piano piano ci si comincia ad abituare alla sensazione che i Sunny Day Real Estate regalano, che alternano pezzi commoventi e strappalacrime a brani più aggressivi… l’album termina, ci si ferma a riflettere, sdraiati magari, guardando il cielo, con il pensiero che questo è uno degli album più emozionanti e personali mai stati composti.. sì perché questo album, sembra il disco fatto apposta per te, quell’album che sembra raccontare la tua storia, i tuoi amori, i tuoi ricordi…
A me fa proprio impazzire. Ogni volta che lo ascolto, il fatto appunto che si crea subito un legame empatico con le canzoni, come se fosse una reciproca confidenza su temi che attanagliano ognuno di noi. E si avverte la doppia natura di questo disco che sa essere dolce, malinconico e rilassato, ma anche letale, struggente e dolorosamente emozionante.

Uno dei migliori album che io abbia mai ascoltato, e spero semmai lo ascoltaste, che sia così anche per voi.

Buon ascolto e alla prossima!!