Nella notte, le elezioni americane

novembre 9th, 2016 | by Barbara Palla
Nella notte, le elezioni americane
Attualità

Martedì 8 novembre 2016 gli americani sono chiamati per la scelta del loro 45° Presidente. La campagna elettorale è stata lunga e piena di sconvolgimenti, un fatto sicuramente dovuto all’atipicità dei due candidati: da un lato il primo candidato donna della storia americana Hillary Clinton, Partito Democratico, a cui tocca il compito di raccogliere l’eredità delle due amminsitrazioni Obama; dall’altro, il candidato arancione Donald Trump, imprenditore e vedette dello showbusiness americano, molto distante dalla tradizione politica del suo Partito (quello Repubblicano) a cui tocca il duplice compito di riportare in auge le politiche conservatrici e di riconciliare un partito che la sua stessa candidatura ha partecipato a fratturare.

La scelta è ardua, il sentimento comune che si è sviluppato durante gli ultimi frenetici mesi di campagna è stato quello di trovarsi davanti due mali. Trump è sicuramente la sorpresa di questa elezione: all’inizio sembrava uno scherzo, una di quelle candidature dalla vita breve che vengono rapidamente superate dai veri politici, ma  lo scherzo è finito con la Convention repubblicana di luglio 2016 quando Trump è stato confermato il candidato ufficiale. Nonostante questo il sostegno per Trump è rimasto solido, soprattutto nelle zone tradizionalmente conservatrici che hanno subito gli effetti maggiori della crisi economica. Un elettorato che vede dunque in Trump la garanzia dei confini, la protezione dei posti di lavoro e la difesa dalle immigrazioni, sia intra-continentali (in provenineza dal Messico) o inter-continentali (in provenienza di paesi musulmani non meglio specificati) . Rispetto ad un candidato così politicamente debole, un candidato politicamente forte come la Clinton avrebbe dovuto avere vita facile. Invece no. Proprio la sua forza politica le ha causato non pochi problemi: non è risucita a conquistarsi la fiducia delle minoranza etniche, tipo i Neri o i Latinos, e in un primo momento nemmeno quella femminile. A remargli contro sono intervenute anche tutte quelle informazioni rubate durante gli attacchi informatici e soprattutto lo scandalo delle email tutti elementi di ambiguità che oscurano la novità del fatto di essere la prima donna alla Casa Bianca.

Ma ormai è tardi per ragionare su forze e debolezze dei candidati, la decisione è stata già presa, rimane solo da sapere quale!

La Redazione di Inchiostro è rimasta sveglia tutta la notte per seguire lo spoglio e ogni ora, dalle 2.00 di mattina fino alla decisione ultima, abbiamo riassunto tutti gli avvenimenti, sconvolgimenti e rovesciamenti della lunga notte elettorale. Un live ragionato e approfondito per raccontare le notizie in modo completo, accopagnato dal numero di Grandi Elettori e Stati federati conquistati dai due candidati con qualche anticipazione tratta direttamente dalle grandi maratone mediatiche.

19.00 ora italiana - 13.00 ora americana (eastern time)
DONALD TRUMP –  289 Grandi Elettori

Wisconsin – 10

Ariziona -11

 

HILLARY CLINTON –  218 Grandi Elettori

 

Approfondimento: Barack Obama prende la parola dal Rose Garden, il patio della Casa Bianca, per prendere parte anch’egli alla cerimonia della transizione pacifica del potere. Il Presidente uscente si dice compeltamente diponibile alla collaborazione con il nuovo Presidente eletto Trump con la stessa professionalità con cui l’amministrazione Bush ha permesso la sua insediazione la prima volta. La Presidenza e la Vice-Presidenza sono più importanti e infatti dice che in findei conti we’re all the same team; allo stesso tempo si rivolge ai giovani e li invita a non essere cinici: nonostante il risultato della scorsa notte, le sconfitte devono essere lo stimolo a migliorare, accettarle e rialzarsi sono necessari per ributtarsi nell’arena ed essere più forti di prima.

Riguardo alle discorso di Trumo di questa notte si dice soddisfatto di quanto il candidato repubblicano ha espresso in merito alla necessità di lavorare per l’unità nazionale per il superamente delle differenze e delle spaccature sociali. Obama riconosce che effettivamente è ciò di cui ha bisogno questa nuova America, e per la realizzazione di questo obbiettivo si mette a compelta disposizione, nonostante le differenze che lo separano da Trump stesso

Riguardo alla sconfitta di Hillary Clinton si dice dispiaciuto, ma non potrebbe essere più fiero di lei per il lavoro svolto sia come Segretario di Stato, come First Lady prima e ora come candidato, nonché voce, del Partito Democratico.

Obama, infine, alleggerisce il tono con una battuta rivolto al suo Vice Presidente, anch’egli uscent,e Joe Biden e saluta tutti assicurando di fare del suo meglio per far sì che l’avvio della prossima Presidenza sia un successo.

Per quanto concerne lo spoglio elettorale, mancanco ancora tre Stati da asseganre: Minnesota, Michigan e New Hampshire per un totale di 30 Grandi Elettori

18.00 ora italiana - 12.00 ora americana (eastern time)
DONALD TRUMP –  289 Grandi Elettori

Wisconsin – 10

Ariziona -11

 

HILLARY CLINTON –  228 Grandi Elettori

 

Approfondimento: Subito dopo la vittoria, verso le 3.00 di amttina (ora americana, eastern time) Donald Trump, 45° Presidente, ha fatto il proprio discorso della vittoria richiamando la popolazione al’unità nazionale con un tono stranamente conciliatore. Trump dichiara di voler essere il Presidente di tutti gli americani, allo stesso tempo invita tutti i suoi detrattori a contattarlo in modo da poter lavorare insieme.

Dopo l’intevento di John Podesta nel quale si invitvano i sostenitori a tornare a casa e riposarsi, Hillary Clinton prende finalmente la parola alle 17.30 ora italiana (11.30 eastern time). L’intervento è introdotto da un discorso di Tim Kaine, running mate della Clinton e candidato Vice Presidente perdente. La Clinton sale sul palco visibilmente commossa, stanca ma non rassegnata. Si rivolge al suo elettorato accettando la sconfitta e riconoscendo la vittoria di Trump, ovviamente ricorda che l’interesse superiore è la transizione pacifica del potere nonostante la bruciante sconfitta subita dal Partito Democratico.Hillary prende atto del fatto di aver sottovalutato le divisioni interne del Paese ma alle minoranze e alle donne ricorda che i loro diritti saranno sempre difesi. Saluta tutti riconoscendo che c’è ancora tanto lavoro da fare e riprendendo il suo motto invita tutti a rimanere forti insieme (stronger together) e ad andare avanti tutti insieme.

Rispetto al suo running mate, lo congratula per il lavoro svolto e per la sua nomina a Senatore della Virginia. Intanto dietro di lei si scorge il marito ed ex-Presidente Bill trattenere le lacrime e l’emozione.

Anche Barack Obama prederà la parola direttamente dalla Casa Bianca.

8.00 ora italiana - 02.00 ora americana (eastern time)
DONALD TRUMP –  267 Grandi Elettori

Pennsylvania -20

Alaska-3

 

HILLARY CLINTON –  218 Grandi Elettori

Nevada – 6

Maine – 4

Approndimento: California e Massachussetts legalizzano la produzione e compravendita della marijuana per uso terapeutico, il Colorado invece approva la legge sul suicidio assistito.

La Pennsylvania è lo Stato determinante, insieme al Wisconsin, nello sbilanciamento delle proiezioni in favore di Trump rispetto alla Clinton. Il vantaggio di Donald Trump diventa sostanzioso con la conquista di questi ultimi Stati, ma la vicinanza dei due candidati fa durare lo spoglio lunghe ore e l’attesa è frenetica.

La sempre più concreta vittoria di Trump provoca un terremoto sui mercati internazionali, tutte le principali piazze subiscono gravi perdite. Il Nikkei perde il 5.36%, Londra e Francoforte hanno già perso 4 punti percentuali e il peso messicano continua la sua picchiata.

Mentre l’Europa si sveglia arrivano anche le prime reazioni politiche: il Front National francese esulta per il risultato ottenuto da Trump e del Partito Repubblicano in un tweet di Marine Le Pen.

Intanto il sito dell’immigrazione canadese è andato in crash a causa dell’eccesso di richieste proveniente dagli Stati Uniti.

John Podesta si è rivolto ai presenti al quartier generale democratico a Philadelphia invitando tutti ad andare a casa ma non concedendo ancora la vittoria a Trump. Rimangono ancora da assegnare Arizona, Michigan, Minnesota, New Hampshire e Wisonsin. Podesta ricorda che ogni voto conta e che il lavoro non è finito, ma alcuni dei media americani hanno già dato l’ufficialità della vittoria.

6.00 ora italiana - 00.00 ora americana (eastern time)
DONALD TRUMP – 244 Grandi Elettori

North Carolina – 15

Utah – 6

Georgia – 16

Arizona -11

Iowa – 6

 

HILLARY CLINTON – 209 Grandi Elettori

Oregon – 7

Washington – 12

Approfondimento:  I sostenitori di Trump iniziano a pubblicare le foto della potenziale vittoria. Mentre sull’onda dell’entusiasmo Nigel Farage vede una continuità politica tra il Brexit e la potenziale vittoria del candidato repubblicano. linee

Le analisi dello spoglio mostrano che alle 3.30 si sono invertite le tendenze dei due candidati; da favorita Hillary cede il proprio posto a Trump. Intanto le probabilità di vittoria di Trumo si consolidano (fonte New York Times).

Il Wisconsin potrebbe andare a Trump. La Clinton era talmente certa di vincere in Wisconsin che non ha fatto alcun tipo di campagna elettorale all’interno dello Stato: non vi si è più recata dopo la nomina alla Convention di Partito.

Davanti ai successi di Trump, l’atmosfera nei  comizi pro-Hillary si trasfrorma da felice a depressa, mentre tra i sostenitori di Trump si festeggia.

 

 

 

5.00 ora italiana - 23.00 ora americana (eastern time)
DONALD TRUMP – 201 Grandi Elettori

Missouri – 10

Ohio – 18

Florida – 29

Idaho – 4

 

HILLARY CLINTON – 190 Grandi Elettori

New Mexico-  5

Colorado – 9

Virginia – 13

California -55

Hawaii – 5

Approfondimento: La potenziale vittoria di Trump, restituita dall’inaspettato risultato negli Stati centrali, ha un effetto incredibile sui mercati: il DowJones perde quasi 500 punti (446 per l’esattezza) e il 3% trascinando al ribasso anche le piazze asiatiche. Il Nasdaq ha perso 134 punti e il 2,8% mentre Standards&Poor scende di 64 punti overo il 3%. Questo dipende dal fatto che nelle previsioni la Clinton era data vincente, con l’exploit di Trump l’imprevedibilità politica si riflette su quella economica. Oltre alle piazze asiatiche, il peso messicano crolla nel cambio con il dollaro.

Lo spoglio dei risultati che sembra dare vincente su scala nazionale Donald Trump si riflette in un generale senso di sconfitta e di incredulità da parte dei principali editorialisti e opinionisti politici americani.

L’assegnazione dell’Ohio a Trump ha portato un’ondata di gioia nei sostenitori di Trump raccolti nei principali headquarters del Paese. L’Ohio non è solo importante per il numero dei Grandi Elettori ma soprattutto perché tradizionalmente il candidato vincitore in Ohio si è rivelato vincitore su base nazionale. Le due ultime amminsitrazioni Obama lo hanno visto vincente in Ohio.

 

4.00 ora italiana - 22.00 ora americana (eastern time)
DONALD TRUMP – 140 Grandi Elettori

Arkansas – 6

Louisiana – 8

Montana – 3

 

HILLARY CLINTON – 104 Grandi Elettori

Connecticut – 7

Approfondimento: la corsa è serratissima, in Florida, Virgina e North  Carolina è ancora impossibile dare l’ufficialità.

Tornando alle elezioni, per quanto riguarda il Senato, in Arizona è stato riconfermato John McCain per la sesta volta alla carica di Senatore. McCain aveva sfidato Obama alla Presidenza nel 2008. Marco Rubio, uno dei candidati in lizza per il Partito Repubblicano è stato riconfermato Senatore della Florida. Rand Paul è stato confermato Senatore del Kentucky, anche lui si era candidato alle Primarie del Partito Repubblicano.

Il Parlamento (House of Congress) sarà controllato dal Partito Repubblicano che ottiene in questa elezione la maggioranza.

I dati di voto preliminari dicono che la metà degli uomini che hanno votato oggi hanno preferito Trump alla Clinton, mentre il 54% delle donne che hanno espresso il loro parere oggi hanno scelto la Clinton. La Clinton ha convinto la metà dei giovani di età compresa tra i 18 e i 44 anni mentre la metà della popolazione maschile di età compresa tra i 46 e 65+ ha preferito Trump.

In Florida intanto è in via di approvazione un refrendum che permette la legalizzazione della produzione e la compravendita marijuana a scopo terapeutico. Il referendum mira all’introduzione nella Costituzione della Florida una legge che permette ai malati di HIV/AIDS, epilessia e una serie di altre malattie di accedere ai trattamenti derivati dalla marijuana. La Florida diventerebbe il 26° Stato federato ad introdurre l’uso della marijuana per uso medico o ricreativo. Sembrerebbe che i due Stati dell’Arkansas e del North Dakota abbiano avviato un processo legislativo simile da far entrare in vigore entro il prossimo anno.

 

 

3.00 ora italiana - 21.00 ora americana (eastern time)
DONALD TRUMP – 123 Grandi Elettori

Alabama – 9

South Carolina – 9

Mississipi – 6

Kansas – 6

North Dakota – 3

South Dakota – 3

Wyoming – 3

Texas – 38

Nebraska – 5

 

HILLARY CLINTON – 97 Grandi Elettori

Illinois – 20

New York – 29

Approfondimento: in  Florida la corsa è serratissima, ancora non è possibile dare un risultato ma nell’ultima ora i candidati si sono alternati elle proiezioni. Mancano ancora gli Stati più occidentali, la decisione non è ancora presa.

2.00 ora italiana - 20.00 ora americana (eastern time)
DONALD TRUMP – 42 Grandi Elettori

 Indiana -11

Kentucky -8

West Virgina -5

Tennessee – 11

Oklahoma – 7

HILLARY CLINTON –  48 Grandi Elettori

Vermont -3

Maryland – 10

Rhode Island – 4

New Jersey – 14

Massachussetts – 11

Delaware – 3

District of Columbia – 3

Approfondimento: Gli occhi alla chiusura dei seggi sono ovviamente puntati su tutti quegli Swing States, quegli Stati cioè che non rappresentano una base sicura né per i Repubblicani né per i Democratici, sono infatti Stati in bilico. Il più importante di questi è la Florida, tradizionalmente conservatore non sempre ha sostenuto il candidato repubblicano, ma con i suoi 29 Grandi Elettori rimane LO Stato da conquistare per assicurarsi la vittoria. L’altro Stato tenuto sotto stretto controllo è l’Ohio dal momento che quasi ad ogni elezione il candidato vincente in Ohio si è rivelato vincente nell’elezione generale.