#echoes: Cream

novembre 7th, 2016 | by Antony Bidzogo
#echoes: Cream
Musica

Un genere che da sempre riesce a colpirmi e sorprendermi ogni volta per la sua potenza espressiva è il blues. Coinvolgente. Irrazionale. A tratti struggente. Questo è il blues, un genere che ha influenzato un’infinita schiera di artisti, i quali hanno saputo, ognuno a suo modo, crearne diversi revival, soprattutto dagli anni 60’ in poi.
Dopo l’ondata rock n’roll che aveva dominato la scena negli anni ’50, nel decennio successivo fecero la loro apparizione giovani ragazzi (soprattutto in Inghilterra) cresciuti ascoltando artisti blues americani come Howlin’ Wolf, Robert Johnson, Muddy Waters o John Lee Hooker, i quali crearono le basi per il blues-rock e l’hard-rock come quello dei Led Zeppelin o dei Black Sabbath.

Nell’Inghilterra degli anni ’60 gruppi come i Rolling Stones, The Kinks stravolsero inesorabilmente la scena musicale inglese e poi internazionale. Era nato il rock come lo conosciamo oggi. E tra tutti i gruppi che hanno incarnato questo cambiamento, non si possono dimenticare i Cream. Uno dei primi supergruppi rock formato da Eric Clapton (soprannominato Slowhand) con trascorsi nei celebri Yardbirds e nei Bluesbreakers di John Mayall, Peter (detto Ginger) Baker il quale aveva già suonato con artisti del calibro di Fela Kuti e insieme a loro Jack Bruce.
Furono come un “ Velo di Maya” per una miriade di artisti in giro per il mondo, tra i quali un certo Jimi Hendrix, il quale ha più volte ammesso che la sua band, i The Experience, era stata formata sull’onda del furore scatenato dal trio inglese.

Debuttarono con Fresh Cream nel 1966, un album composto essenzialmente da cover di vecchi pezzi riproposti con la potenza dei suoni elettrificati. L’innovazione stava nelle fragorose distorsioni di Clapton, create grazie al cosiddetto effetto wah-wah, che segnarono un nuovo modo di suonare la chitarra elettrica, indicando un diverso territorio in cui esprimere il proprio virtuosismo; territorio sul quale eserciterà totale dominio Jimi Hendrix.

Ma fu con il secondo album, che è poi l’album che voglio consigliarvi oggi, che i Cream raggiunsero l’apice, una delle pietre miliari della musica rock degli anni ’60. Sto parlando di Disraeli Gears.
Con questo disco trovarono un propria direzione compositiva liberandosi dall’ingombro delle cover che dominavano il disco precedente. In questo modo i tre, pur mantenendo i legami strutturali col blues, furono liberi di inoltrarsi stilisticamente verso l’hard-rock e la musica psichedelica, scongiurando così il pericolo che la loro musica restasse semplicemente un banale, seppur gradevole, revival.

Il disco parte da Strange Brew, brano dal gusto pop dominato dalla batteria sorniona di Baker e dagli assolo sfuggenti di Clapton. Quanto a Bruce, è spesso considerato tra i migliori bassisti di sempre: il suo ruolo non è quello di semplice portatore di ritmo, ma quello di arguto tessitore di linee-guida armoniche per gli assalti di Baker e Clapton. Ne è la prova la successiva Sunshine Of Your Love, il loro capolavoro, con Bruce che si distingue anche per la prestazione vocale. Clapton e Baker fanno il resto: il primo con uno dei suoi assolo più memorabili e il secondo con il suo stile crudo, ma pulito.
E da lì il disco è un’esplosiva successione di psichedelica, continui riferimenti al blues e, al rock che in quel momento stava spopolando, palesi soprattutto in brani come Swlabr o Dance The Night Away. Da non dimenticare tracce come World Of Pain o Outside Woman Blues, splendidi esempi dell’incredibile talento del gruppo.
L’impareggiabile sound della chitarra di Clapton, il cavalcante e deciso incalzare della batteria di Baker e la straordinaria ecletticità del basso di Bruce, si intrecciarono perfettamente in questo disco. Ma la competizione che era presente fra i tre, le invidie reciproche e le ambizioni, portarono il gruppo a sciogliersi due anni dopo. Oramai, però, la strada era stata segnata, e i Cream erano indissolubilmente entrati a far parte dell’olimpo della musica rock.

Come al solito spero gradirete la mia umile proposta e vi auguro un buon ascolto. Alla prossima!

 

 

 

 

 

Cream- Sunshine Of Your Love