#InchiostRio – Una medaglia non è tutto

agosto 19th, 2016 | by Gianluca Gioetti
#InchiostRio – Una medaglia non è tutto
Sport

Che le Olimpiadi siano il più grande evento sportivo del Mondo è cosa ormai assodata; ma perché? Per via di tutte le nazionalità, la presenza di tutti gli sport, e soprattutto per quel clima di convivenza e pace che trascende lo sport.

Moltissime volte gli atleti si sono soffermati sulla magia dei giochi e del villaggio olimpico in cui vivono a stretto contatto tra di loro.

Questo lo dobbiamo forse ancora al buon vecchio Barone de Coubertin: inventore delle moderne Olimpiadi, educatore prima che organizzatore e presidente del CIO (Comitato Olimpico Internazionale). “L’importante non è vincere ma partecipare”, il motto del Barone è famoso, chiunque lo conosce, e quando viene applicato ad una gara, dove confluisce un allenamento di almeno quattro anni e tutta una carriera, io resto, senza mezze misure, commosso.

È successo anche a Rio dove ci sono state non poche polemiche, dai fischi dei brasiliani, agli scandali, come quello russo, ecc.

È successo, sì, perché le Olimpiadi non sono solamente un evento sportivo.

Gara dei 5000 metri donne, verso la fine della gara il gruppo frena bruscamente, Nikki Hamblin, atleta neozelandese, cade, cade anche Abbey D’Agostino, americana che riporta una distorsione al ginocchio. E quindi? Gara finita e polemiche? No, grazie a Dio, no, la D’Agostino si alza, aiuta la Hamblin a rialzarsi e proseguono, la gara è finita ma il gesto resta, la magia resta anche perché tra le due è l’americana ad aver subito i danni peggiori ed è costretta ad accasciarsi per ben due volte e tocca alla Hamblin aiutarla, rialzarla e concludere la gara sorreggendosi a vicenda.

Arrivano ultime Abbey e Nikki, ma moralmente hanno stravinto, la giuria ha deciso di riammetterle alla gara per dimostrazione di spirito sportivo, non si sa se saranno in grado di farlo ma loro hanno già vinto.

Non si conoscevano, non si erano mai parlate; ora sicuramente non si dimenticheranno mai l’una dell’altra, mai si dimenticheranno di quella batteria dei 5000 metri in cui, arrivando ultime, hanno insegnato qualcosa a tutti.

Così noi non ci dimenticheremo che lo sport possa avere quel valore educativo spesso messo miserabilmente a tacere dietro ad atleti che vengono educati come squali solo per vincere.

Grazie, Abbey e Nikki, di averci ricordato che alla fine “l’importante è partecipare” e sicuramente il Barone da lassù ha sorriso ed applaudito.