#EuroInchiostro: la vendetta del Portogallo (e di Rizzoli)

luglio 10th, 2016 | by Luca Tantillo
#EuroInchiostro: la vendetta del Portogallo (e di Rizzoli)
Sport

No, non è il titolo di un B-Movie: il Portogallo davvero attendeva questo momento da dodici anni, da quando perse in casa quella finale dell’Europeo contro la Grecia (no, giuro, la finale fu Portogallo – Grecia. Serio). Ora, dopo essere sopravvissuta alla parte del tabellone in cui anche una squadra di biliardino avrebbe avuto una chance di approdare in finale, si presenta a Parigi con l’invidiabile ruolino di una sola vittoria ottenuta nei 90 minuti, gli altri sono tutti pareggi: una macchina da guerra, ma più che altro, no.
Dall’altro lato, i padroni di casa, la favoritissima Francia che, dopo cinque partitelle di allenamento, ha battuto i campioni del mondo tedeschi nella prima gara seria del suo Europeo. Quante emozioni questo Euro 2016, eh?

L'esultanza di Cristiano Ronaldo. Anche in questo caso, comunque, stava chiedendo un fallo

L’esultanza di Cristiano Ronaldo. Anche in questo caso, comunque, stava chiedendo un fallo

Un po’ tutti avevamo sperato che il Galles portasse fino in fondo il suo sogno, arrivando per la prima volta ad una finale (ricordiamo che, fino ad oggi, il più grande risultato della Nazionale gallese fu un quarto di finale ai Mondiali del ’58) ed eliminando contemporaneamente la squadra più noiosa di questo Europeo. Avremmo vinto tutti, avrebbe vinto lo sport, avremmo forse evitato l’ennesimo Pallone d’Oro scontato, ma così non è stato: Cristiano Ronaldo capisce finalmente di non essere ancora a Formentera, ma su un campo da calcio. Così, dopo essersi tolto gli occhiali da sole e aver chiuso la sdraio, fa quello che gli riesce meglio: goal. Ed è un goal fondamentale, oltre che bellissimo (nemmeno in Holly e Benji rimanevano così tanto tempo in aria), perché lo porta ad eguagliare Platini nella classifica dei migliori marcatori della storia degli Europei: nove le reti segnate, ma CR deve ancora giocare la finale…
Dall’altro lato, nonostante un Bale caricato a pallettoni anche dal coro “Your defence is terrified, Bale is on fire” (sulle note della canzone di Euro 2016), l’assenza di Ramsey si fa sentire sia in campo, dove manca un faro in grado di illuminare la manovra, sia nel rapido calo di funerali tra i VIP, che fino all’inizio della Premier League potranno tirare un sospiro di sollievo.

Ma la partitona del turno, la vera finale anticipata, è stata Francia – Germania, che per noi italiani è stato un po’ come lo slogan di Alien vs Predator: chiunque vinca, noi perdiamo. I tedeschi decidono di abbandonare l’Europeo di calcio per prepararsi alle Olimpiadi di pallavolo, special guests Boateng e Schweinsteiger, mentre per noi tanti sono stati i rimpianti, così le bamboline voodoo a forma di Zaza e Pellè. A dirla tutta però un italiano in campo c’era: era naturalmente l’arbitro Rizzoli, divenuto improvvisamente eroe nazionale dopo aver fischiato il rigore (nettissimo, ma pure se non lo fosse stato non credo che qualcuno di noi avrebbe protestato) contro la Germania allo scadere del primo tempo, anche se molti già caldeggiavano la “vendetta” già dal fischio d’inizio. Con un Griezmann in questo stato di forma non è servito più di tanto l’intervento “patriottico” arbitrale. Il Portogallo è avvisato: anche la Francia ha il suo fenomeno in attacco.