Brexit – una riflessione dalla Gran Bretagna

giugno 25th, 2016 | by Cristina Motta
Brexit – una riflessione dalla Gran Bretagna
Attualità

“Buongiorno amore! Ma adesso che la UK è fuori dall’Europa cosa succede? Torni da noi?”

(Mamma from Italy, London Time: 7am).

 

È con questo messaggio che mi sono svegliata stamattina, venerdì 24 giugno 2016, realizzando di essere improvvisamente fuori dell’Unione Europa. E il bello è che ero andata a letto la sera e ero dentro…

Ebbene sì, la UK – stando ai fatti – ha votato per uscire dall’Unione. Il famoso referendum #brexit indetto da David Cameron per chiedere ai cittadini del Regno Unito se volessero ancora far parte di questa community o no, oggi ha avuto una risposta netta e, soprattutto, inaspettata: NO alla EU, cioè SI alla BREXIT. La UK è ufficialmente fuori dalla UE.

Ovviamente vi risparmio le infinite chiacchiere e lo shock delle persone incontrare per strada, in metro e al lavoro. Alla fine Londra è per gran parte popolata da studenti e lavoratori, europei e internazionali, e il clima che si respira qui è tutt’altro che concorde con i risultati.  Vivo a Londra da settembre, non molto direi, ma il giusto per rendermi conto di come vanno le cose qui. Vivere, lavorare e studiare a Londra è (o forse meglio dire “era” a questo punto) veramente facile : tasse universitarie a un costo di molto ridotto per gli studenti europei, nessun visa/visto necessario per lavorare (solo un buon CV e tanta voglia di fare), nessuna difficoltà, alcune per contattare un medico e avere delle medicine in caso di influenza (quasi tutto gratis) e nessun passaporto obbligatorio durante i viaggi. Per non parlare poi del basso costo delle spedizioni e dei voli Ryanair o della facilità di spostarsi da uno Stato europeo all’altro. Insomma, vivere a Londra costa, è vero (si sa che è una città molto costosa) ma tutto è sempre stato molto facile e immediato per noi europei. Tutto funzionante, oserei dire.

Ma, quindi, ora cosa accadrà? Avrà ragione mia mamma in quel messaggio? dovrò tornare in patria? Personalmente credo che per il momento noi studenti e lavoratori italiani e europei possiamo stare abbastanza tranquilli. Nell’immediato non accadrà nulla di troppo sconvolgente, diciamo. Non è così esatto, difatti, affermare che siamo fuori dalla UE! Ancora no e, anzi, per attuare questa misura ci vorranno mesi e forse anche anni e la burocrazia sarà tanta e lunga. Bisognerà capire che misure prendere e come fare per gestire tutto: immigrazione, visti,  sanità, lavoro, costi, commerci..

Sicuramente la Brexit implicherà un gran cambiamento e la vita per noi non sarà più così facile. I costi delle università saranno forse uguali a quelli per gli studenti oltremare (circa il doppio di quelli attuali per gli europei), avere un lavoro richiederà il visto e i costi non saranno più banali. Le aziende stesse e le start up dovranno affrontare cambiamenti economici non indifferenti e l’economia inglese sicuramente non sarà più la stessa.

Sarà meglio? Peggio? Rimarrà la UK forte e sviluppata come è adesso grazie alle milioni di persone che, come me, pagano ogni giorno i servizi inglesi e contribuiscono a questo sviluppo?

Rispondere a tutto ciò  non è possibile, non per ora almeno. Quello che è certo è che qualcosa è cambiato, sta cambiando e cambierà. Questo 52% a favore della Brexit fa pensare che infondo l’UE non è più quella di prima e le persone non si sentono più così parte di quella Community che da anni ha affrontato tanti cambiamenti e tanti problemi.

Non so esattamente cosa implicherà tutto ciò (se ci sarà o meno un nuovo referendum per l’Irlanda e la Scozia che vogliono discostarsi da questa decisione), ma forse  bisogna vedere questo risultato come un avviso, forte e chiaro, per la nazioni europee: qualcosa non va, qualcosa va fatto!