“La lunga estate sportiva”: Europei di calcio, ci siamo!

giugno 9th, 2016 | by Luca Tantillo
“La lunga estate sportiva”: Europei di calcio, ci siamo!
Sport

La lunga estate caldissima, titolava una canzone degli 883. Per quest’anno, invece, si potrebbe parlare di “Lunga estate sportiva”, già iniziata con l’edizione del centenario della Copa América negli Stati Uniti (che propone però orari proibitivi per noi del Vecchio Continente) e che proseguirà ad agosto, con le Olimpiadi di Rio.

In attesa però dell’inizio dei Giochi, gli amanti del calcio potranno distrarsi con gli Europei di Francia, pronti ad iniziare il prossimo 10 giugno. Il clima con cui si arriva a questo atteso appuntamento è meno disteso di quanto dovrebbe, sia per motivi interni (la FIFA e la UEFA vengono dal più grande scandalo della loro storia, con la squalifica dei rispettivi presidentissimi Joseph Blatter e Michel Platini), sia, soprattutto, per l’allarme terrorismo che si trascina fin dalla strage di Parigi dello scorso 13 novembre.

Mentre inizia il conto alla rovescia per il fischio di inizio, noi di «Inchiostro» vogliamo introdurvi agli Europei con una breve analisi delle squadre favorite e delle potenziali sorprese, per chiudere poi con un focus sui nostri Azzurri.

Iniziamo naturalmente dai padroni di casa, la Francia, favoritissima alla vittoria finale (quotata 1 a 4) e certamente non solo 648x415_paul-pogba-lors-france-portugal-11-octobre-2014perché gioca coi favori del pubblico: la selezione francese è di livello assoluto, soprattutto a centrocampo dove può schierare giocatori del calibro di Pogba, Sissoko, Matuidi, senza dimenticare Cabaye e la novità Kanté, protagonista dello storico scudetto del Leicester City. Qualche dubbio in più dietro, dove Rami (probabile titolare) desta qualche incertezza, e in un attacco orfano di quel Karim Benzema coinvolto nello scandalo sextape ai danni del connazionale Valbuena: si giocheranno il suo posto Giroud e Gignac (convocazione a sorpresa per l’attaccante del Tigres), affiancati da ali del livello di Griezmann, Martial e Coman. Nel Girone A i “Galletti” troveranno l’arcigna Svizzera, reduce da un Mondiale giocato ad altissimo livello, ma che dovrà affrontare l’addio di Benaglio alla Nazionale, la Romania testa di serie per le qualificazioni ai Mondiali 2018 e la sorpresa Albania, portata per la prima volta alle fasi finali del torneo dall’italianissimo CT De Biasi.

Subito dopo i Bleus, le favorite sono sicuramente la Germania Campione del Mondo e l’Inghilterra: i tedeschi presentano in Francia una formazione rimaneggiata rispetto a quella di due anni fa, dove spicca nuovamente l’assenza di Reus (tenuto fuori ancora da un infortunio) e stupiscono le convocazioni di Mario Gómez, volato in prestito al Beşiktaş dopo la deludente parentesi alla Fiorentina e unica vera punta dei teutonici, e di Lukas Podolski, anche lui accasato in terra turca con la casacca del Galatasaray. La sensazione è di un generale indebolimento dei tedeschi rispetto alla macchina da guerra vista due anni fa in Brasile, ma rimangono comunque una squadra decisamente temibile e che facilmente si imporrà nel suo girone, composto dalla Polonia di Lewandowski, l’Ucraina e l’Irlanda del Nord.

England v Estonia, UEFA European Championship Qualifying Group E, International Football, Wembley Stadium, London, Britain - 09 Oct 2015Discorso più complesso per quanto riguarda l’Inghilterra, anch’essa inserita in un gruppo decisamente alla sua portata (Russia, Slovacchia e Galles). I Three Lions non hanno mai inciso particolarmente nei tornei internazionali nonostante la presenza di giocatori di altissimo livello: questo perché la Nazionale degli “inventori del calcio” è sempre stata più un insieme di individualità che una squadra vera e propria. Anche quest’anno gli inglesi tengono fede alla tradizione, presentando una lista dei 23 composta da grandissimi singoli, soprattutto per quanto riguarda la qualità offensiva: da Sterling a Sturridge, dal giovane fenomeno Kane all’immortale Rooney, da Lallana al Vardy simbolo del miracolo Leicester, mentre stona l’assenza del suo compagno di squadra Drinkwater.

Chiudiamo questa carrellata sulle favorite con una menzione per la Spagna, che giocherà in un girone per nulla facile (Turchia, Repubblica Ceca e Croazia gli scogli da superare) e che sta tentando di ritornare alle vette raggiunte anni fa tramite un oculato cambio generazionale: ad uno zoccolo duro di senatori (Casillas, Iniesta, Piqué, Fàbregas solo per citarne alcuni), del Bosque ha aggiunto giovani che hanno già stupito l’Europa dei club. Morata, Bartra, Koke, Thiago Alcántara sono solo alcuni dei giocatori pronti a prendere il testimone dei veterani, in un processo che vedrà probabilmente il suo apice al prossimo Mondiale di Russia del 2018, vero primo banco di prova della nuova Roja.

Se queste sono le principali quattro favorite alla vittoria finale (in realtà 3+1, come abbiamo sottolineato), quali sono invece le squadre da tenere d’occhio?
Vista la mia personale esclusione dalla lista delle favorite, non posso che iniziare dalla prima squadra che l’Italia incontrerà nel suo (faticoso) cammino europeo, ovvero il Belgio. Per molti non considerarla una potenziale vincitrice del torneo suonerà un po’ come una bestemmia, ma la Nazionale belga, pur essendo certamente molto forte e temibile, ha deluso parecchie aspettative nello scorso Mondiale, offrendo un calcio meno spumeggiante del previsto e in generale non incantando. Inoltre, sarà pesante l’assenza di capitan Kompany in difesa, mentre nel reparto avanzato Hazard dovrà provare a risollevarsi dopo una stagione negativa col Chelsea. Insomma, sarà sicuramente una squadra tosta, ma lontana dal trio delle favorite sopracitato.

A meritare una menzione tra le possibili sorprese c’è poi la Croazia, letteralmente mostruosa su carta. Buttando un occhio sulla lista dei convocati sembra di star leggendo una formazione da fantacalcio: Rakitić, Modrić, Kovačić, Brozović, Vrsaljko, Perišić, Mandžukić, Kalinić… Certo, i singoli non sono tutto, ma una squadra del genere non è affatto da sottovalutare.

Dopo aver discusso, in maniera talvolta mutilante, delle squadre da seguire in questi Europei, possiamo chiudere parlando della nostra Italia. 2014-10-09T173326Z_4025915_GM1EAAA048F01_RTRMADP_3_SOCCER-EURO-ku0F-U90700596327KIG-620x349@Gazzetta-Web_articoloÈ un discorso delicato, difficilmente affrontabile senza farsi prendere dal “tifo”, ma una cosa è certa: l’attuale livello della nostra Nazionale è decisamente mediocre. Parte della colpa va sicuramente attribuita alla sfortuna, che ci ha privato di due dei migliori centrocampisti nostrani, Marchisio e Verratti, ma alcune scelte tecniche sono a dir poco discutibili: dalle mancate convocazioni di Jorginho (unico vero regista degli Azzurri, reduce tra l’altro da un anno fenomenale col Napoli), Bonaventura, Rugani, Pavoletti e Belotti (i due migliori marcatori italiani in Serie A), a quelle inspiegabili di Immobile, Ogbonna, Eder, Pellè e Sturaro, si ha l’impressione che, al netto degli infortuni, non ci presentiamo comunque all’evento con il nostro abito migliore.
Sono tanti i dubbi che accompagneranno il nostro cammino in Francia, con il girone che presenta subito le prime difficoltà: subito dopo il già citato Belgio, incontreremo infatti anche la Svezia di Ibrahimović, giocatore decisamente in grado di fare squadra da solo. Con questi presupposti, è assolutamente necessario mettere nel mirino i tre punti contro l’ultima squadra che affronteremo nel Girone E, ovvero l’Irlanda, sperando che la ben nota grinta del CT Antonio Conte riesca a farci raccimolare punti anche contro le prime due.

Siete tutti pronti? Si comincia!