Google e FCA: affare fatto per le nuove self driving cars

maggio 23rd, 2016 | by Daniele Ciardo
Google e FCA: affare fatto per le nuove self driving cars
Attualità

Non abbiamo fatto in tempo ad abituarci alle nuove connected cars, che già Google ci proietta ancor di più nel futuro. Il colosso statunitense, infatti, insieme a Fiat Chrysler Automobiles (FCA), ha ufficializzato, qualche giorno fa, l’accordo per la progettazione di self driving cars: autovetture, in sostanza, capaci di guidare senza l’ausilio del conducente.

Per Google si tratta della prima partnership con un produttore di automobili.

FCA si occuperà della parte hardware del progetto, mettendo a disposizione le sue competenze per la produzione di cento Minivan Chrysler Pacifica Hybrid; mentre il compito di Google sarà quello di installare i vari computer contenenti il software di auto-guida e i sensori che permetteranno al veicolo di muoversi autonomamente sulle strade.

Uno dei player principali di questo mercato sarà Nvidia, che fornirà alle Google Car la potenza necessaria all’elaborazione di tutti i dati provenienti da videocamere, sensori radar, sensori laser di prossimità, laser-scanning per la ricostruzione 3D e altre periferiche, garantendone sia un’elaborazione locale sia una comunicazione con il server centrale, il quale classificherà, riconoscerà e raffinerà gli algoritmi, aggiornandoli settimanalmente su tutte le vetture.

Punto centrale dell’intelligenza artificiale della Google Car, sarà la possibilità di predire gli eventi che potrebbero verificarsi ad ogni metro percorso on the road, tenendo in considerazione oltre al traffico e il meteo, anche dimensioni e velocità di movimento delle persone e vetture circostanti, così da capire quale potrebbe rappresentare un pericolo per la guida.

Si tratta di un cambiamento enorme. Fino a poco tempo fa, infatti, era necessario l’intervento dell’utente che, in ogni caso, doveva mantenere alta la concentrazione, guardare avanti ed avere il piede pronto sui pedali di acceleratore e freno. Ma grazie a questo nuovo tipo di approccio, l’automobile potrà essere condivisa tra più utenti e chiamata on-demand, con l’integrazione delle cosiddette calm technologies: tecnologie che richiedono l’attenzione dell’utente solo quando indispensabile.

Oltre ad una riduzione gigantesca del parco macchine, ciò permetterà di andare sempre più verso una sharing economy, nella quale la protagonista assoluta sarà l’auto e non l’autista.

In prospettiva, dunque, anche il ruolo di quest’ultimo andrà via via scemando, con un conseguente e sostanziale calo di posti di lavoro nel settore dei trasporti.

Le due aziende condivideranno uno stabilimento nell’area sud-orientale del Michigan, in modo da rendere veloci ed efficienti i lavori di progettazione, collaudo e produzione dei Minivan.

Nella prima fase di sperimentazione, che durerà quasi un anno, i tecnici FCA, supervisionati dall’A.D. di Google Car John Krafcik, condurranno inizialmente dei test su strade private, per poi passare alle strade pubbliche. Le informazioni ricavate già dai primi test mostrano che gli incidenti si ridurrebbero di decine di percentuali introducendo questo tipo di tecnologia. Tuttavia, la commercializzazione pare ancora un traguardo lontano nel breve termine, anche perché vi sono alcuni nodi da sciogliere.

Per questo, l’opinione pubblica già si esprime e si divide tra chi ha una visione ottimistica e chi pessimistica di tale progresso. Uno dei problemi da gestire, sia sul piano etico che legislativo, sta nell’attribuzione delle responsabilità in caso di incidenti. I rischi, infatti, sono molti e tutti legati a possibili problemi di software: basti pensare agli “attacchi” di agenti terzi, come hackers spregiudicati, o a “tilt” del sistema stesso, come può imprevedibilmente accadere nel caso di uno smartphone.

Allo stesso tempo, però, si ridurranno gli incidenti causati da errori umani, che rappresentano attualmente il 94% del totale (solo negli Stati Uniti, si parla di 33 mila vittime all’anno); e si potrà favorire la mobilità di chi è impossibilitato a guidare.

Comunque sia, il tempo e le possibilità per migliorare ci sono, ma occorre aver pazienza e soprattutto fiducia, perché tutto questo rappresenta il futuro. Un futuro sul quale stanno investendo risorse, già da molti anni, non solo Google e FCA, ma anche altre aziende come Apple, Ford e Uber.