#ijf16 Day Four: Informazione tra Facebook e gattini

aprile 9th, 2016 | by Giorgio Di Misa
#ijf16 Day Four: Informazione tra Facebook e gattini
Attualità

Ormai, il 70% dell’utenza ci arriva per i click da Facebook” - Trushar Barot, mobile editor BBC, 2016, IJF

Che belli i tempi in cui l’informazione era controllata dal media di turno e le notizie erano filtrate fino a diventare pillole di Gutalax al sapore di Nutella. Questo è quello che potrebbero pensare i proprietari delle testate, ora che non hanno più il potere decisionale di stabilire cosa far sapere e cosa, invece, insabbiare.

Il ragazzino da 45 miliardi di dollari di patrimonio, Mark Zuckerberg, ha in mano le newsrooms di tutto il mondo. Nel 2014-2015, le maggiori testate internazionali hanno ricevuto il 70% dell’utenza dai social networks, soprattutto da Facebook, ma anche Twitter, Snapchat o Telegram.

Facebook s’impone sulla distribuzione delle news, costringendo il giornale all’incertezza perenne di non poter prevedere il bacino d’utenza che verrà raggiunto dalla notizia, se non a diffusione avvenuta.

Questa potrebbe essere la causa di quello che sta avvenendo sulle pagine social dei giornali (ad esempio, italiani). Lo spam massivo di notizie futili ha come unico scopo un click facile; mirato, non tanto alla notizia in sé, quanto alla mera pubblicizzazione della testata. Il futuro del giornalismo, ora, è segnato dall’abilità delle testate di anticipare i tempi e di trovare una via che porti sempre più utenza. In questo senso, Google mira a facilitare l’uso di piattaforme, app. e internet in un’interconnessione perfetta per il cittadino modello.

Questa scelta del flusso d’informazione da parte dell’utente è controllata? No, non lo è. A causa di ciò, gli algoritmi che stanno alla base delle piattaforme social continuano a cambiare. Si tende a favorire i video e i contenuti nativi da Facebook, mentre la ricerca dell’informazione su Google diventa circoscritta al 20% dei web lettori. Il potere non è più del giornale, ma dell’utente, che molto spesso preferisce il video di gattini con i cetrioli, piuttosto che sapere cosa succede in Armenia.

E mentre guardo il video coi gattini, cerco di capire dove sia finita la buona vecchia informazione di qualità.