Homo Pendolarus Trenordensis: una specie tutta da scoprire

dicembre 4th, 2015 | by Claudia Agrestino
Homo Pendolarus Trenordensis: una specie tutta da scoprire
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Stamattina mi sono ritrovata come sempre in una scatoletta di sardine che in molti chiamano treno e per forza di cose mi sono guardata attorno (il che non pareva difficile data la distanza massima di cinque centimetri che mi separava dai miei compagni di sventura) e ho riflettuto. Soprattutto, ho pensato molto proprio a loro, a quelle facce. Facce che vanno e vengono; facce che restano: quelle dei pendolari, i valorosi guerrieri a cui è dedicata questa rubrica, ma sui cui non ho mai gettato uno sguardo approfondito. Bene, credo sia arrivato il momento di farlo!

 

Quando tutti i giorni si percorre lo stesso tragitto oltre a conoscerne perfettamente la lunghezza, la “conformazione”, si iniziano a conoscere anche i compagni di viaggio, quelli che percorrono con te anche solo un piccolo tratto di quel tragitto e che, dopo un po’, diventano quasi essenziali per la tua sopravvivenza sul treno; sono un po’ come un’ancora, una certezza. Quella di non avere sbagliato a prendere la coincidenza in un momento di abbiocco mattutino, ma anche quella di trovarsi in una specie di microcosmo dove si è sempre certi di incontrare facce amiche, motivo di sicurezza e serenità nei momenti più bui della giornata. E notando questi volti, queste persone, mi sono accorta che anche volendo non si riuscirebbe a tracciare un profilo ideale di pendolare: tutti sono così diversi tra loro, hanno storie, stili, stati diversi. Ognuno a suo modo regala qualcosa di sé agli altri anche se involontariamente, inconsapevolmente. Questo non vuol dire però che non si possano identificare dei “tipi”, come direbbe il buon vecchio Weber, degli “ideal-tipi” dalle caratteristiche ben definite che possano poi rientrare nell’unica tipologia dei pendolari. Nella mia, seppur breve, esperienza ho incontrato individui davvero singolari, al limite dell’immaginario comune. Pokemon dell’era moderna, esemplari più unici che rari, ma mai in via d’estinzione. Per illustrarvi i risultati della mia analisi ho deciso che oggi mi divertirò un po’ con il “profiling” e realizzerò una rassegna dei migliori tipi di pendolare che, tra l’altro, sono verificabili tranquillamente empiricamente.

Partiamo con il primo esemplare della specie: l’Imperturbabile. Colui che senza saperlo possiede un potere magico che lo rende degno di Gandalf e di tutta la Compagnia dell’Anello: riesce a sconfiggere ogni legge di gravità. Perché che sia appoggiato alla porta del treno o in mezzo al corridoio, senza appoggi, in piedi su una gamba sola, in posizione da levitazione, o a cavallo del corrimano della scala, riuscirà sempre e comunque a portare a termine vittorioso la lettura del nuovo romanzo di Ken Follet, tutto in un viaggio solo e senza cadere (alzi la mano chi come me invece riesce a cadere anche da seduto).

Radicalmente diverso dall’Imperturbabile è invece il Conquistatore, generalmente un individuo di mezza età che non si dà per vinto finché non ha trovato un posto per sedersi e pian piano colonizzare tutta la carrozza. Ostinato e determinato come il più sanguinario dei “conquistadores” europei, percorrerà tutta la lunghezza del treno se fosse necessario, pur di trovare una base per l’insediamento e, dopo aver lasciato dietro di sé una scia di vittime, la trasformerà ben presto in un avamposto militare seminando le proprie “armi” e vettovaglie ovunque.

Altro interessante individuo della specie dell’Homo Pendolarus Trenordensis è il Solo et Pensoso, di solito giovane studente universitario in preda a panico pre-esami o a depressione post-rottura che declina i propri tormenti in una sorta di stato comatoso (che spesso dura tutta la giornata) i cui sintomi principali sono occhi sbarrati persi nel vuoto, un libro Harmony aperto sulle gambe e un paio di cuffiette, scollegate dall’MP3, alle orecchie. (A fine pagina troverete scritto il numero da chiamare per devolvere una donazione che potrebbe migliorare la vita di questo povero individuo)

Prototipo di recente evoluzione, ancora in fase di sperimentazione, il Supersonico, nato dal processo di trasformazione della più celebre Arancia rompic******i è, indipendentemente dal genere, colui/colei che tutto sa, vive sempre meravigliose avventure ed è talmente generoso da volerle condividere con il resto del treno. Peccato che agli altri, conoscere dettagli del suo ultimo incontro su Meetic o della recente colonscopia non interessi più di tanto. Che stia parlando al telefono o con degli amici, il suo tono di voce riuscirà sempre e comunque a rompere il muro del suono (oltre che qualcos’altro) facendovi tornare a casa con un’emicrania che neanche l’urlo di vostra madre quando avete dato fuoco alla cucina per la prima volta.

Il penultimo esemplare che vorrei includere nella mia rassegna è un tipo che io stessa ancora non sono riuscita ad inquadrare precisamente e sul quale credo andrebbero condotti ancora numerosi studi: il Conturbato. Difficile non notarlo mentre, perennemente in stato d’ansia, attende il treno. Ciò che lo contraddistingue sono l’inquietudine e l’estrema diffidenza verso le cose e le persone. Sì, perché nonostante il tabellone con tanto di binario e orario, nonostante le mille rassicurazioni ricevute da tutti gli altri passeggeri, continuerà a temere di aver preso il treno sbagliato e, questo è il suo vero potere, riuscirà a trasmettere le sue stesse preoccupazioni anche agli altri. (N.B.: È l’unico che non vede l’ora di incrociare un controllore nel corridoio).

Infine, ultimo, ma non per importanza, un esemplare che tutti avrete incontrato almeno una volta nella vita, il Phone junkie (dal gergo inglese, “drogato del telefono”), una sub specie da cui deriva tra l’altro il famigerato pendolare imbruttito, protagonista di molte leggende e oggetto di ricerca per moltissimi studiosi. In realtà un po’ tutti rientriamo in questa categoria, ma alcuni più di altri. Il magico potere del Phone Junkie è quello di riuscire a sopportare l’esposizione alle onde elettromagnetiche emesse dai suoi dispositivi tecnologici oltre i limiti del possibile, tant’è che invece di abbronzarsi grazie ai raggi ultravioletti, pare riesca a farlo grazie ai raggi gamma.

Insomma potrei trovare moltissimi altri esempi della specie dell’Homo Pendolarus Trenordensis, ma lascio a voi la missione di scovarne altri e magari condividerli qua sotto! A volte imbattersi in persone così potrebbe risultare davvero difficile e irritante, certo. Tanto da chiedersi perché almeno non se ne vadano in giro con il libretto delle istruzioni. Se c’è una cosa certa, però, è che il mondo è bello perché vario no?!? E poi chi ci garantisce che in realtà anche noi non apparterremo un giorno a una di queste categorie??

(P.S. Se volete poi il numero per devolvere le donazioni lo metto per davvero)