Il cocktail esplosivo di web e adolescenza

febbraio 10th, 2014 | by Inchiostro
Il cocktail esplosivo di web e adolescenza
Cultura

 

«Spero che tua mamma muoia e si renda conto di che figlia schifosa ha».

 

«Sparati e trovati un lavoro, pedofilo di merda».

 

«Mio fratello un giorno mi ha comprato un poster molto grande degli One Direction. Il mio cugino handicappato mi ha disegnato le corna a Harry. Il giorno dopo c’è stato il suo funerale».

 

No, non sto citando un forum neonazi, né inneggiante alla rivoluzione culturale maoista.

Nelle ultime settimane ho avuto modo di navigare nella foresta di disagio e stupidità dei fandom del web. Nessuna piattaforma social ne è immune: Facebook, Twitter, Ask.fm, Tumblr, Youtube. Ovunque, pare, è in corso una guerra online fatta di parole, immagini, video. Insomma, qualsiasi supporto digitale si presta allo scopo.
Che cos’è un fandom? È un’armata di adolescenti (mediamente ai primi anni delle superiori – anche se non mancano elementi più maturi − e a prevalenza femminile) religiosamente devoti a gruppi musicali, serie televisive, attori, saghe fantasy, manga e anime. Questi ultimi – specialmente gli appassionati di libri − non hanno particolarmente attirato la mia attenzione (anche se sono sicura che a indagare meglio si scoveranno perle di follia anche lì): sono un po’ sul nerd spinto, ma fondamentalmente innocui.
Mi sono concentrata invece su Directioners, Beliebers, Lovatics, Smiley e compagnia – rispettivamente, per chi non lo sapesse, fan di One Direction, Justin Bieber, Demi Lovato e Miley Cyrus.

Da studentessa universitaria appassionata di tecnologia social in ambito di giornalismo e comunicazione, mi si è spalancato un mondo quando ho scoperto l’uso che i pischelli di 14-15 anni fanno di questi mezzi, in particolare di Twitter. In breve: esistono questi schieramenti di fan adoranti un idolo (notate l’uso del lessico religioso…) all’interno dei quali si postano foto, si condividono citazioni, si fa pressione per ottenere date di concerti. Le fan più disinibite si cimentano con la scrittura di fanfiction a sfondo erotico, anche estremamente spinte (sugli One Direction più che altri, i quali francamente ispirano altrettanto sesso violento di Pippo e Pluto). Ma c’è di più, e sfortunatamente anche di peggio.

 

Ecco le 5 caratteristiche distintive di un buon fandom online, dotato di tutto il disagio e l’isteria che si rispetti.

1) Compattezza. I fandom si definiscono una famiglia. Parlano al plurale (“ci stai insultando”, “noi non siamo così”) e agiscono al plurale. Esercitano un’attività simile a quella di lobbying: fanno pressione per ottenere un risultato (ad esempio una data di un concerto) retwittando all’infinito un hashtag, fino a farlo arrivare tra i trend nazionali o addirittura mondiali. Un’infallibile macchina di marketing (e grasso che cola per le case discografiche).
2) Autenticità. Ci sono ovviamente fan di serie A e di serie B. Chi segue il cantante da più tempo, chi si dedica anima e corpo al suo beniamino, chi non vive al di fuori del fandom. Gli account Twitter delle fan più accanite spesso non presentano nome e cognome, né foto personali, ma tutte le informazioni sono riferite all’idolo di turno. Le vere fan piangono tutte le loro lacrime ai concerti, asseriscono che il loro sogno è buttarsi tra le braccia di Justin Bieber o chi per lui e restarci vita natural durante e anche oltre. Gli idoli sono la perfezione, a livello artistico, personale, estetico; e guai a sollevare una sola critica.
3) Devozione religiosa e “salvezza”. «I miei idoli mi hanno salvato», «Justin Bieber ha ridotto del 34% i suicidi» e altre frasi del genere sono pane quotidiano per chi frequenta un fandom. Agli idoli sono attribuiti poteri taumaturgici di ogni genere: fanno uscire dal tunnel dell’autolesionismo, dal disturbo bipolare, allontanano dalla droga e addirittura guariscono dal cancro (perché continuare a finanziare Thelethon quando basta un concerto degli One Direction?!). Sono quindi simili in tutto e per tutto a divinità da venerare. Su Twitter, ovviamente.
4) Aggressività. Gli insulti e il cyberbullismo sono forse l’aspetto più macabro. Chi osa criticare i fan o gli stessi idoli viene generalmente ricoperto di offese, anche pesanti (si arriva alle minacce di morte). Una ragazza che aveva vinto un biglietto per un concerto e aveva avuto il privilegio di incontrare gli One Direction è stata vittima di un vero e proprio linciaggio online dettato dall’invidia. Il web sembra tirare fuori  ed evidenziare il peggio dell’adolescenza: il conformismo più becero, l’esibizionismo, la crudeltà gratuita. Tanto, in fondo, si è protetti da uno schermo.
5) Perversione. Non solo la musica e i poster occupano la vita delle fan. Non possono mancare le fanfiction erotiche sui cantanti preferiti. Erotiche? Pornografiche è una definizione più accurata. Lungi da me fare del moralismo, ma le immagini usate starebbero bene su un magazine a luci rosse per uomini repressi in piena crisi di mezza età. Un buon numero dei racconti, inoltre, ruota intorno alla seguente trama: un membro della band del cuore schiavizza, stupra, violenta e umilia la protagonista, la quale finisce immancabilmente per innamorarsi del suo torturatore. I sogni erotici sono quanto di più normale tra le teenager, ci mancherebbe. Ma queste ragazze agognano alla sottomissione fisica e psicologica, all’annullamento di sé: si passa dal leggermente ridicolo  al socialmente pericoloso.

Ringrazio le amministratrici della pagina Facebook “L’evidente disagio mentale delle directioners e altri fandom” per le informazioni fornite. Date un’occhiata alla pagina per le migliori perle sui fandom online!