Feste e corna!

dicembre 11th, 2013 | by Inchiostro
Feste e corna!
Cinema

Chi di noi non ha affrontato lo stress da preparativi natalizi? Tra shopping decorazioni e cene con i parenti, Irene Brusa ci propone una diversa…inquadratura del periodo delle feste!

Questo post vi suggerirà una nuova prospettiva sul Natale. C’è chi lo ama e chi lo odia, dunque basta con i musi lunghi o con le espressioni inebetite dallo spirito natalizio. Il Natale di quest’anno avrà un altro significato… Se ci entrerete come fosse la trama di un film! Iniziamo…

Braveheart È il 23 dicembre, l’antivigilia: il “CICCIA” (cittadino in completa confusione intimamente afflitto) sa che non c’è più tempo, deve affrontare la minaccia più temibile. Le vecchiette. Avete presente Duplex, il film con Drew Barrimore e Ben Stiller alle prese con l’insopportabile vicina di casa? Dietro alle cascate di rughe e alla dentiera, si cela un mostro di furbizia. Nei loro occhietti cerulei non c’è pietà, le mani ossute hanno la capacità di serrarsi attorno ai prodotti con la forza delle liane di Jumanji. Il CICCIA si sottopone a duri allenamenti: preparato a ore di coda, sa che è bene vestirsi a cipolla perché le sudate saranno tante e violente. Egli, con il cuore gonfio di coraggio, attende l’apertura dei centri commerciali. È lì che, con rinnovata forza vitale, le nemiche si preparano a sferrare i loro attacchi. Ecco che le 8:30 arrivano e dalla collina (non c’è? Non importa, è un film diamine!) si riversano a sciami, e il CICCIA si prepara allo scontro. D’altronde non si fa troppe aspettative: le vecchiette hanno chilometri di buoni sconto.

Nightmare before Christmas Il momento è catartico, come direbbe il buon Flavio Oreglio. L’aria è piena di musica, le luci scintillano dalle vetrine tirate a lucido, i bambini non ci fanno nemmeno troppo schifo, perché quelle guancine rosse ci ricordano il nostro “Natale Passato”, da buoni Scrooge quali siamo… MACCHÉ. Noi siamo una via di mezzo malriuscita tra il Babau e il Sig. Burns. È il momento di concludere gli acquisti, di comprare i capponi (che poi, che sapore hanno? Qualcuno lo sa? Ma sono uccelli? Boh), di inventare le scuse più incredibili per mancare al tè con zia Crocefissa (una mummia ben conservata che offre biscottini dal sapor di cartongesso) e realizzare in 24 ore tutto quello che normalmente si farebbe in due settimane. Mentre ci si carica con canzoni motivazionali come Don’t stop me now, le vie della città diventano il set di un videogioco con pericoli dietro a ogni angolo, improvvisamente dai portici sbucano i volantinanti: che siano sostenitori della salvaguardia della patata maculata del Nicaragua, oppure pro “giornata del bambino con il monociglio”, lo scopo è sempre lo stesso: spillar soldi al POPO (povero ometto pressoché offuscato). Ma se in mezzo alla follia prenatalizia trova la macchina, può affrontare l’ultimo atto che lo separa dal Natale: la cena con i parenti.
In pieno stile del Professore Matto si perde ogni briciolo di dignità: non si sa se per colpa del “vino speciale” di nonno Oreste, o se sia la peperonata di zia Gianna, ma presto la famiglia si scalda attorno al tavolo intonando inni,  lanciando maledizioni verso la prozia taccagna, e quando l’ultimo goccio di vino è stato bevuto e il sacchetto del pandoro scoppiato, sparando zucchero a velo su tutti i presenti, viene l’ora di tornare a casa.

La grande abbuffata Ci siamo! È il giorno in cui si buttano nella turca tutti gli squat (n.b.: non è razzismo verso gli indiani d’America, trattasi di esercizio fisico!), tutte le privazioni alimentari, perché non c’è limite alla libido. Senza arrivare alla morte per pappata molesta, si sa che la cintura verrà abbondantemente allentata. Trecento antipasti, innumerevoli primi, tre cotechini a testa e un’intera piantagione di lenticchie sarà la porzione minima delle famiglie mangione; viceversa può capitare di nascere nella famiglia salutista (ahimè) dove per dolce si intendono carote tritate con yogurt MAGRO. Pazienza, c’è lo scambio dei regali. Se non si ha la sfortuna di ricevere l’ennesimo maglione bordeaux à la Weasley, potrebbero esserci delle sorprese. Oltre alle candele a forma di Babbo Natale, ai bagnoschiuma dalla fragranza inutilizzabile (ma chi cavolo vorrebbe profumare di FELCE?! Dai), al CD Le più belle canzoni di Emma Marrone”, viene fuori che i pensieri più belli sono quelli piccini. Come Love actually e Mariah Carey suggeriscono: “All I want for Christmas is you”. Quindi se la giornata termina tra giochi da tavolo e passeggiata, si può essere felici davvero.

The day after tomorrow Il giorno dopo Natale è curioso. Sembra una piccola rinascita, che sia dai fumi del grog bevuto o meno, di solito lascia un po’ di malinconia. Tutta quell’ansia, i preparativi, le corse, per ritrovarsi tanti panettoni a metà e l’albero da disfare? Ma no, la desolazione è solo per chi vive le feste come un momento stressante fine a se stesso. Qualcosa di buono c’è: più tempo. Spesso sottovalutato, è il regalo migliore al mondo. Non importa il regalo, se come dice Woody Basta che funzioni un po’ tutto, anche solo durante le feste. E se proprio dovremo fare rinunce, non togliamoci il piacere di un buon film!

Buone Feste!