Gli occhi grigi dei fantasmi

marzo 9th, 2013 | by Irene Brusa
Gli occhi grigi dei fantasmi
Pavia

di Irene Brusa

Troia, sei una troia: con quella minigonna è inutile che poi ti lamenti.

 

Il cuore accelera il suo battito, la pelle si infiamma e decido di guardarlo un’ultima volta. Come immaginavo, quell’ultimo sguardo mi viene restituito fino all’ultimo. Occhi bui, e i tempi che corrono non sono una giustificazione. Scendo dal treno con un senso di amaro in bocca, quelle parole mi risuonano nelle orecchie. Essere radiografati da sconosciuti, a chi non è mai successo?
Oggi, 8 marzo 2013, ho avuto un’attenzione speciale, e una dedica.

 

Troia, sei una troia: con quella minigonna è inutile che poi ti lamenti.

 

Sono una ragazza come tante, per nulla appariscente, ma ogni tanto l’unica minigonna che ho sbuca dall’armadio e la indosso. Che cosa c’è di male, di cosa devo vergognarmi? Ti ignoro, triste piccolo uomo che cerca di sfiorarmi un ginocchio, ma poi il fastidio vince la mia forza e mi alzo. Tu borbotti qualcosa, ma la carrozza è piena e non sento. Allora mi sposto e per questo, per averti privato della mia figura mi blocchi un braccio e mi insulti. Mi divincolo da te, non so spiegare il senso di rabbia che le tue dita estranee mi provocano: non mi interessano, mi disgustano.

Riesco a vedere il colore grigio dei tuoi occhi, sono opachi come quelli dei pesci, mi viene da ridere.

 

Troia, sei una troia: con quella minigonna è inutile che poi ti lamenti.

 

Ripeto un’ultima volta queste luride parole perché sono evidenti nella loro bassezza, sono in bocca a troppi “uomini” col pantalone perennemente teso. Siete la feccia del genere maschile che oggi si vergogna di voi. Lascerete un ricordo malsano, nient’altro che una sensazione di sporco; è quello che vi portate dentro, che vi hanno iniettato, e cercate di scaricarci addosso.

Spero che queste parole vengano intese per la denuncia che sono. Di idioti è pieno il mondo, però la mia minigonna ha suscitato un particolare interesse. Cancelliamo l’idea che a provocare siamo noi, con le gambe e il culo di fuori . Sei tu, ad avere il cervello e il cuore malato. Io sono una che non ti ha mai cercato.

Bisogna affrontarli, questi ometti. Avere fiducia nelle proprie forze aiuta, ma spesso si viene piegati da pugni e schiaffi. A me, fortunatamente, resteranno solo quelle cinque dita attorno al braccio destro.

Io credo nella forza delle parole perché diano coraggio; una minigonna provoca solo un’ignorante. Ogni volta che una persona – di qualunque sesso sia, o al quale senta di appartenere – viene mortificata e per un dettaglio anche minimo si sente ferita, merita comprensione e ascolto. Io da oggi metterò la mia minigonna più spesso.

La nostra forza sta in questo: non farci cambiare dall’ odio degli altri.

E tu, pendolare senza importanza, non mi hai lasciato altro che lo sguardo di un’ombra.