Recensione – Il Trono di Spade (Serie TV)

gennaio 28th, 2012 | by Andrea Gobbato

di Andrea Gobbato
Per tutti gli appassionati di fantasy (come il sottoscritto) che non stanno più nella pelle all’idea dell’uscita de “Lo Hobbit” nelle sale cinematografiche a dicembre, Sky offre qualcosa che potrebbe aiutarli a distarsi e a rendere l’attesa meno snervante.
Si tratta della trasposizione televisiva de “Le cronache del ghiaccio e del fuoco”, il ciclo di romanzi fantasy pubblicati dallo scrittore americano George R. R. Martins (in Italia sono editi da Mondadori). So già che molti di voi staranno pensando: “Il film è sempre peggio del libro!”. Vi do ragione, perché è quello che ho pensato anche io. Ma forse questa volta ci troviamo di fronte all’eccezione che conferma la regola.
Divisa in dieci episodi, la serie TV copre  i primi due  romanzi, narrando della rivalità tra le famiglie nobiliari e dei loro giochi di potere per riuscire a prevalere sulle altre nel dominio dei Sette Regni. Da un lato troviamo Eddard Stark, signore di Grande Inverno e protettore del Nord, nonché fedele servitore e amico di re Robert Baratheon; dall’altra i Lannister, infidi cospiratori assetati di potere, appartenenti alla casata regnante. A fare da sfondo a tutto questo vi sono gli avvenimenti della Barriera (un’immensa opera difensiva protetta dai Guardiani della Notte, il cui compito eterno è impedire a forze malvagie e misteriose di invadere le terre degli uomini) e la storia di Daenerys Targaryen, la figlia del vecchio re spodestato.
Il mondo in qui è ambientato “Il Trono di Spade” ricorda, come la maggior parte dei fantasy, l’Europa occidentale medioevale. La sua creazione è stata curata nei più piccoli dettagli: ogni casata del regno possiede un proprio stemma, un proprio motto e una dinastia alle spalle, grazie alla quale si può risalire fino al suo fondatore. Lo stesso vale per le varie civiltà che popolano queste terre fantastiche: la loro cultura è minuziosamente approfondita, a volte prendendo spunto da popolazioni realmente esistite come le civiltà nordiche o i popoli nomadi come gli unni e i mongoli. Tutto in questo mondo sembra vivo, reale.
La prima cosa che salta all’occhio è la diversità di quest’opera rispetto alle sue simili: si tratta di un fantasy che cerca di discostarsi dai canoni principali di questo genere, lasciando da parte le immagini classiche dell’eroe senza macchia e senza paura; qua non c’è nessuno che combatte per il bene del mondo o dell’universo, ma tutti i personaggi perseguono unicamente i propri scopi, incuranti del resto.
Scordatevi di elfi, hobbit e maghi in stile Signore degli Anelli, qua a farla da padroni sono i sottili intrighi politici orditi dalle nobili casate dei Sette Regni, i quali intrecciandosi tra loro daranno vita a vicende da cui farete molta fatica a staccarvi, perché sarete continuamente assillati dalla domanda “Ed ora che cosa succederà?”. Molto presto vi accorgerete che i veri protagonisti di questo fantasy atipico non sono i personaggi, bensì la trama. Non affezionatevi troppo a nessuno di loro perché tutti sono sacrificabili per il bene supremo della storia.
Insomma, “Il Trono di Spade” è una serie TV fantasy completa: al suo interno troverete un mondo immaginario perfettamente credibile, una storia intrigante e molto ben strutturata, combattimenti epici e battaglie. Oltre a qualche scena piccante, giusto per non farci mancare niente.
Nel cast va segnalata la presenza di Sean Bean (Boromir ne “Il Signore degli Anelli“), Mark Addy (“Robin Hood” di Ridley Scott) e Lena Headey (la moglie di Leonida in “300“).