Cinema e Pavia: prospettive e promesse da mantenere

giugno 3rd, 2010 | by Inchiostro
Cinema e Pavia: prospettive e promesse da mantenere
Attualità

Cinema Corsino

di Irene Leonardis

Febbraio 2009: la Kursaal dopo ottantotto anni di vita chiude i battenti privando Pavia delle tre sale centrali di corso Cavour. Con la nuova destinazione d’uso dell’area (ora residenziale) approvata dal Comune, il proprietario ha deciso di investire in un campo assai più remunerativo: la costruzione di un condominio di lusso.

I pavesi hanno, perciò, rivolto le loro attese verso la tanto promossa – e promessa- multisala di via Oberdan. Il progetto risale alla giunta Capitelli, sotto cui era stato approvato. Si tratta di un project financing: in sostanza prevede che il vincitore della gara di appalto si sobbarchi tutte le spese di costruzione e di gestione  rientrando delle spese con gli incassi; dopo 40 anni la multisala passa nelle mani del Comune, che ne diventa proprietario. Il pregio di questo tipo di contratto è che dovrebbe comportare nella gestione dei lavori una trasparenza normalmente assente negli appalti pubblici (dove gli sprechi e i ritardi sono all’ordine del giorno).

Il bando di gara per la costruzione della multisala è stato vinto da Tullio Facchera e, a detta dell’assessore ai Lavori Pubblici Luigi Greco, il cantiere potrebbe aprire sin da subito. Il problema, però, è che Facchera vorrebbe modificare ormai in corsa il progetto approvato, affidando l’operazione a due società diverse dal suo gruppo. Dal momento che le leggi vietano la modifica del progetto una volta vinta la gara d’appalto e che Facchera non sembra intenzionato a cedere, è probabile il naufragio del piano Oberdan (le cui ultime notizie pervenuteci risalgono ai primi di Marzo). Questo a dispetto della volontà dell’assessore che sostiene fortemente l’apertura di una nuova struttura in centro, piuttosto che in periferia.

Intanto alcuni cittadini, preoccupati del prevedibile aumento di traffico che deriverà dal nuovo cinema, hanno richiesto uno studio di impatto ambientale prima dell’inizio del cantiere. Infatti i titolari dell’operazione, avendo previsto un parcheggio di “poco meno” di 500 posti auto, hanno abilmente evitato l’obbligo di analisi di impatto ambientale (previsto dalla legge per parcheggi con posti macchina superiori proprio a quella cifra).

In un quadro già così complicato, si inserisce anche il progetto di costruzione di una nuova multisala a San Martino, sinora bloccato per la mancanza della Vas (Valutazione ambientale strategica). Risale al mese scorso la notizia che i lavori inizieranno questa estate e che l’apertura dell’impianto è prevista già per fine anno.  Ancora nessuna delle due multisala promesse ha visto l’inizio dei lavori e già si parla della concorrenza reciproca che ne deriverà. Soprattutto perché la struttura di San Martino promette -almeno sulla carta- di essere molto competitiva grazie alle sue cinque sale con annessa pizzeria e sala giochi.

Intanto però in questo susseguirsi di dichiarazioni e promesse, Pavia-città si accontenta delle tre sale ancora sopravvissute (in dieci anni ne sono state chiuse ben cinque), mentre le fiorenti multisala di periferia -come quello nato nel 2000 a Montebello della Battaglia- impongono e incentivano l’uso smodato delle automobili. Così, vista l’esiguità dei cinema, molti film non sono passati per Pavia-centro (tra gli altri Agorà, film di cui ho già parlato nel numero 98 e che finalmente ha visto la luce anche in Italia per merito della Mikado Film).

Per fortuna, questo mezzo di cultura popolare continua a resistere -nonostante il disinteresse o “gli eccessivi interessi” di pochi- utilizzando format diversi (come i cineforum), spesso per iniziativa di semplici studenti universitari.